Il conto alla rovescia per il Festival dell’Economia è iniziato. L’appuntamento è in programma a Trento dal 24 al 27 settembre sul tema Ambiente e crescita. Ma il primo assaggio è in programma già questa settimana: venerdì 29 maggio si apre infatti online un laboratorio di riflessione virtuale sulla pandemia e sui suoi effetti sull’economia globale. Il festival si prolungherà per tutto il mese di giugno fino a settembre proponendo una guida per comprendere l’impatto del coronavirus sull’economia.

Sul sito web.2020.festivaleconomia.eu e sui canali social collegati all’evento – Facebook, Instagram, Twitter e YouTube – sono proposte riflessioni e approfondimenti da parte di economisti italiani e stranieri, studiosi di altre discipline, giornalisti e operatori economici e rappresentanti delle istituzioni politiche italiane e internazionali.

Festival dell’Economia 2020 dal 29 maggio

Si comincia venerdì 29 maggio alle 16.30 sul sito del festival. Coordinati dalla giornalista Eva Giovannini intervengono Maurizio Fugatti, residente della Provincia Autonoma di Trento, Alessandro Andreatta, sindaco di Trento, Paolo Collini, rettore dell’Università di Trento, Giuseppe Laterza, Editore, Innocenzo Cipolletta, coordinatore del Comitato editoriale del Festival, Gregorio De Felice chief economist di Intesa Sanpaolo.

Alle ore 17.45 è il turno dell’economista Tito Boeri che dialoga con Paolo Gentiloni, ex presidente del Consiglio e attuale commissario europeo per gli Affari Economici. Alle 18.30 Tito Boeri conversa con Vittorio Colao, manager e presidente del Comitato Esperti Ec-S. Alle ore 19 il lancio del format “L’economia ai tempi del Covid” in cui Tito Boeri e Jean Pisani Ferry sono intervistati da Regina Krieger, giornalista di Handelsblatt.

Come spiegato da Tito Boeri, si pensa spesso che la tutela dell’ambiente sia qualcosa di contrapposto alla crescita economica. Si ritiene che la crescita comporti inquinamento, esaurimento di risorse naturali e danni all’ambiente mentre le politiche che pongono al centro la prevenzione dei cambiamenti climatici, il miglioramento della qualità dell’aria e dell’acqua, la tutela del territorio sono considerate costose in termini di riduzione del tasso di crescita dell’economia mondiale. In realtà – argomenta Boeri – le cose non stanno così.

Ci sono politiche a sostegno della crescita che sono rispettose dell’ambiente: su molti aspetti sono state individuate soluzioni tecnologiche e traiettorie di sviluppo sostenibile in termini di contenimento di emissioni e di approvvigionamento energetico. Al tempo stesso c’è sempre più evidenza che l’inquinamento atmosferico abbia effetti negativi sulla produttività aumentando le assenze per malattia, quindi sul tasso di crescita delle nostre economie.

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