Lavorare come liberi professionisti e quindi con partita Iva permette di svolgere l’attività sulla base della propria capacità di organizzazione e del tempo dedicato. In alcuni casi si tratta di un vera e propria necessità e dunque non di una scelta facoltativa. Ma un minorenne può aprire una partita Iva o è vietato?

I principali elementi che caratterizzano il lavoro autonomo sono l’assunzione delle spese e dei rischi inerenti all’esecuzione, la libera pattuizione del compenso, l’assenza del vincolo della subordinazione, la prevalenza del lavoro personale del prestatore d’opera.

Partita Iva tradizionale, un minorenne può aprirla o no

Per aprire la partita bisogna presentare un modulo prestampato all’Agenzia delle entrate competente per territorio entro 30 giorni dall’inizio della propria attività. Nel caso in cui ci sia di mezzo una prestazione professionale ovvero non occasionale occorre quindi aprire una posizione Iva ed emettere una successiva fattura al compimento del servizio contenente l’importo pattuito.

Il lavoratore è quindi chiamato alla liquidazione mensile o trimestrale dell’Iva e registrazione di tutte le operazioni di acquisto e vendita. Un minorenne non può aprire una partita Iva tradizionale. Si tratta infatti di una possibilità che è riservata ai soli contribuenti che hanno raggiunto la maggiore età. L’alternativa per farsi pagare una eventuale attività lavorativa è ricorrere alla prestazione occasionale.

In questo contesto, il regime di contabilità ordinario è il regime più oneroso in quanto il lavoratore deve tenere ai fini Iva i registri delle fatture emesse e delle fatture di acquisto e ai fini Irpef il registro dei movimenti finanziari. Il regime di contabilità semplificato è quello naturale dei professionisti che non rientrano del regime forfettario, qualunque sia il volume d’affari.

In questo caso è obbligatorio tenere i registri delle fatture emesse, delle fatture acquisto e il registro incassi e pagamenti. In alternativa è possibile tenere i registri iva fatture emesse e fatture d’acquisto con annotazioni degli incassi e dei pagamenti.

Tassazione e deduzione partita Iva tradizionale

Sono assoggetti a tassazione i compensi conseguiti con partita Iva nel periodo d’imposta, al netto delle spese e delle quote di ammortamento deducibili, nonché dei contributi previdenziali e assistenziali pagati dal lavoratore. Sotto il profilo fiscale, aprire una partita Iva in regime ordinario significa sottoporsi a un regime di tassazione a scaglioni ovvero basato sulla quantità di reddito annuale.

Aprire una partita Iva ordinaria significa poter portare in deduzione le spese sostenute per l’esercizio della propria attività. Pensiamo ad esempio agli acquisti di cancelleria, materiale di consumo, materiali di pulizia, valori bollati e postali, all’acquisto di libri, riviste e sussidi per l’aggiornamento professionale e all’acquisto di beni strumentali per l’esercizio dell’attività.

E poi alle spese per energia elettrica, riscaldamento, acqua e utenze, alle spese per lavoro dipendente e per compensi occasionali, al rimborso spese per trasferte aziendali, ai costi auto e spese di carburante, alle spese di vitto e alloggio, alle spese telefoniche. La partita Iva può essere chiusa in qualunque momento senza alcun costo da sostenere.

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