Adesso è online sul sito del ministero dello Sviluppo economico il bando per la presentazione di progetti per la costituzione di centri di competenza ad alta specializzazione previsti dal Piano nazionale Industria 4.0. Il ministero spiega che si tratta di poli di innovazione costituiti nella forma di partenariato pubblico-privato da almeno un organismo di ricerca e da una o più imprese. I centri di competenza hanno come finalità l’orientamento e la formazione delle imprese (in particolare Pmi) e l’attuazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in ambito 4.0. Le domande possono essere presentate dal primo febbraio al 30 aprile 2018.

La pubblicazione del bando dei competence center – ha detto il ministro Carlo Calenda – dà avvio a uno strumento strategico nel supporto alle imprese per affrontare le sfide della quarta rivoluzione industriale. I processi di trasformazione in atto richiedono un forte investimento anche e soprattutto in competenze e formazione professionale dove scontiamo ancora oggi un divario troppo forte rispetto ai principali paesi europei. L’obiettivo con l’istituzione dei competence center è attrezzare il Paese di poli di eccellenza valorizzando le competenze di Università e industria con l’obiettivo di facilitare il trasferimento tecnologico verso le imprese italiane.

I Centri nascono sul modello del Fraunhofer-Gesellschaft, il laboratorio di ricerca applicata tedesco. Tra le università candidate, ci sono i Politecnici di Milano, Torino e Bari, la Scuola Sant’Anna di Pisa, le Università di Bologna e Federico II di Napoli ma è prevista una rete più estesa. E in pista c’è anche il competence center del Triveneto, che mette in rete le nove università delle tre regioni e si candida fra i 6-8 otto poli del piano.

E Tim apre il cantiere della Rete

Tim apre il cantiere della Rete. Il confronto con Agcom ha già portato a un’ipotesi che migliorerebbe Open Access, il modello applicato cioè la costituzione di un veicolo in cui far confluire l’ultimo miglio in rame e in fibra. I vertici sono stati in sede per presentare al presidente Cardani e al cda il risultato del tavolo, che sarà discusso il 7 febbraio. Il ministro dello Sviluppo economico non ha mai fatto mistero di essere favorevole a uno spin off e recentemente ha affermato che occorrerebbero due entità legali, separate, sul mercato ma che ci vorrà del tempo per completarla.

L’obiettivo del lavoro avviato da Tim era fare una valutazione dei modelli che avrebbero potuto migliorare ulteriormente Open Access, accentuando la parità di accesso, mantenendo la qualità della rete e i piani di sviluppo. In concreto si tratterebbe di una newco, controllata al 100% da Tim, con un board nominato dalla capogruppo in cui l’Agcom avrebbe un rappresentante a cui andrebbero le deleghe sulla compliance, ovvero il compito di garantire il rispetto dei piani di investimento sulla rete.

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