E se a vincere le elezioni fossero gli hacker, gli organizzatori di attacchi digitali o di campagne di influenza per destabilizzare il voto? Nel mirino non ci sono solo aziende strategiche e hi-tech con l’obiettivo di sottrarre tecnologie pregiate o colpire la competitività. Ma proprio l’esercizio del voto. Campagne d’influenza lanciate in prossimità delle elezioni per condizionare l’opinione pubblica, utilizzando e divulgando informazioni rubate con cyberattacchi. Sul fenomeno, in crescita, c’è l’attenzione degli 007 che non perdono comunque di vista le minacce tradizionali, in primis quella jihadista, che per l’Italia viene ritenuta concreta e attuale. A descrivere i rischi per la sicurezza nazionale è la relazione annuale dell’intelligence al Parlamento, presentata a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio, Gentiloni e dal direttore del Dis, Alessandro Pansa.

Campagne influenza per condizionare voto. Proprio al cyber è dedicato un allegato della relazione che dà conto del potenziamento del sistema di difesa con la nomina di un vicedirettore del Dis ad hoc, Roberto Baldoni. Oltre allo spionaggio industriale, al cyber-terrorismo e all’hacktivism, si fa strada il tema delle campagne d’influenza, che, prendendo avvio con la diffusione online di informazioni trafugate mediante attacchi cyber, mirano a condizionare l’orientamento e il sentiment delle opinioni pubbliche, specie quando queste ultime sono chiamate alle urne. Su questo pericolo, assicura Pansa, l’attenzione è allo stato al massimo livello.

Minaccia jihadista concreta e attuale. Sul fronte del terrorismo si registra la sconfitta militare dell’Isis in Siria e Iraq, ma, avverte Gentiloni, la minaccia terroristica è tutt’altro che esaurita. La relazione la definisce infatti concreta e attuale. Il pericolo è rappresentato dagli estremisti homegrown, mossi da motivazioni e spinte autonome o pilotati da registi del terrore. L’Italia infatti – che ospita il Vaticano – è sempre al centro della narrazione jihadista e la propaganda sul web è massiccia, con l’utilizzo anche di messaggi in italiano.

Golden power contro rischio acquisizioni ostili. Il perimetro presidiato dagli 007 comprende anche la competitività economica del Paese, insidiata dall’intensificazione di manovre di attori esteri che intendono occupare spazi crescenti di mercato anche attraverso pratiche scorrette, rapporti lobbistici, esautoramento o avvicendamento preordinato di manager e tecnici italiani, nonché ingerenze di carattere spionistico per l’acquisizione indebita di dati sensibili. In questo caso lo strumento di difesa è il Golden power, cui il governo è ricorso più volte negli ultimi mesi per proteggere settori di rilevanza strategica.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 1 Media: 5]

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il commento!
Il tuo nome