Le norme sulla Rc auto sono chiare: la compagnia e gli intermediari assicurativi possono applicare sconti ovvero riduzioni del premio rispetto alla tariffa in corso. Possono proporre anche polizze che prevedono l’installazione di meccanismi elettronici, la cosiddetta scatola nera o dispositivi simili autorizzati, in grado di monitorare l’attività del veicolo, sempre a fronte di un taglio rispetto alle tariffe in vigore. Ma se la riduzione della tariffa arriva al massimo al 12%, conviene fare installare la scatola nera? Certo, l’installazione è a carico della stessa società di assicurazione e il tracciamento degli spostamenti è per buon fine ovvero la localizzazione del veicolo in caso di furto.

E poi, il dispositivo è pensato per la precisa ricostruzione dei fatti in caso di incidenti ovvero per l’individuazione delle responsabilità dell’incidente. Ma dopo il gran parlare che se n’è fatto, anche il seguito all’approvazione del decreto Concorrenza che prevede una norma dedicata, l’entità degli sconti appare inferiore alle attese. In ongni caso, se nel 2013 la quota di auto modificate si attestava all’11%, alla fine del terzo trimestre dello scorso anno ha raggiunto il 20,3%.

Cosa dice l’Ivass sulle scatole nere

Secondo l’ultimo bollettino statistico Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) sull’andamento dei prezzi per la garanzia Rc auto, il premio medio nel terzo trimestre del 2017 è stato pari a 420 euro e il 50 per cento degli assicurati paga meno di 378 euro. Il trend dei prezzi della Rc auto mostra segnali di rialzo: nel corso del trimestre analizzato il prezzo medio è aumentato del 2 per cento. Questa crescita ha inciso sulla riduzione dei prezzi rilevata su base annua che si contrae attestandosi al -1,3 per cento. La dispersione dei prezzi è differenziata nel territorio: i costi tendono a essere meno differenziati nelle province del sud in cui, fa notare l’Istituto, il sistema di bonus malus è stato meno efficiente sul fronte incidenti.

Di più: la maggiore dispersione dei prezzi riscontrata nelle cosiddette polizze telematiche sembrerebbe indicare che la scatola nera consente misure più precise dei rischi assicurati che si riflettono sulle tariffe applicate dalla compagnia di assicurazione. Il differenziale di dispersione dei prezzi rispetto ai contratti tradizionali (senza scatola nera) è di oltre 3 punti percentuali. Prosegue infine il trend di crescita delle polizze telematiche: al terzo trimestre 2017 il 20,3 per cento dei contratti prevede una scatola nera.

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