Addio Fabian Tomasi. A 53 anni è morto l’uomo simbolo della lotta a Monsanto e dell’utilizzo di pesticidi considerati dannosi per l’essere umano, a iniziare dal glifosato. Il certificato medico parla chiaro: la causa del decesso è stata una polineuropatia, forse da ricondurre alla sua attività nel settore nell’agrochimica. Esattamente 30 anni prima aveva iniziato a lavorare per una fattoria nella regione argentina di Entre Rios. L’incarico era di riempire i serbatoi degli aerei utilizzati per lo spargimento con erbicidi come 24-D, adiuvanti, cipermetrina, clorpirifos, endosulfan, fungicidi, glifosato, Gramoxone, metamidofos, propanil, Tordon.

Tuttavia la sovraesposizione avrebbe portato a terribili conseguenze sul corpo e la salute di Fabian Tomasi: diminuzione della capacità polmonare, grave perdita di peso, infezioni ai gomiti e alle ginocchia, perdita di elasticità della pelle, fino ad arrivare alla terribile diagnosi di una polineuropatia tossica. Fino appunto alla morte.

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