Ci sono poi alcune condizioni che sembrano giocare a favore della carta della previdenza complementare per rendere più sostanzioso l’assegno della pensione del futuro. I lavoratori possono richiedere tutto l’importo accumulato oppure scegliere una distribuzione graduale per quote mensili. Non è necessario maturare i requisiti per la pensione per accedere al capitale accumulato. E quindi, dettaglio di primissimo piano, i pagamenti per la pensione complementare sono deducibili dal reddito Irpef. Ma quanti soldi versare? Si tratta del passaggio chiave perché maggiore è l’importo collocato nel salvadanaio della pensione più alto sarà l’assegno. Possono bastare 100 euro al mese fino al giorno della pensione per assicurarsi un tesoretto.

Ciascun lavoratore può decidere quanto spostare sulla previdenza completare per supportare l’assegno previdenziale che un giorno sarà versato ogni mese dall’Inps. Un’alternativa sono i Pan-european personal pension (Pepp) ovvero i prodotti pensionistici studiati per alcune categorie ben precise come studenti, lavoratori autonomi e dipendenti.

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