Ci sono diversi ragioni, tutte riferite a fatti di cronache bancarie realmente accaduti, che gettano delle ombre sull’efficacia del Fondo interbancario di tutela dei depositi per le giacenze di denaro inferiori ai 100.000 euro detenuti sui conti correnti. E allo stesso tempo è in corso il dibattito sulla sua utilità nel caso di truffe.

La tutela è effettiva? La proposta della Banca centrale europea, secondo cui i depositi di liquidità nelle banche a rischio fallimento, anche inferiori a questa soglia, dovrebbero essere congelati dalle autorità per effettuare prelievi forzosi dai conti correnti in caso di necessità, vedrà mai la luce? E poi, altro aspetto che spesso viene tralasciato e lasciato scivolare in secondo piano, come si comportano gli istituti di credito in caso di truffa in cui l’utente si trova di fatto raggirato?

La situazione viene valutata di volta in volta e in ogni caso il sistema interbancario è estraneo a questa situazione. Nella maggior parte dei casi, le banche tendono a rimborsare i clienti, soprattutto quando è evidente che alla base della truffa ci sia stato un problema nel sistema di sicurezza. Ma non è affatto così scontato perché spesso e volentieri l’indice è puntato contro le inadempienze dello stesso cliente e la facilità con cui si fa trascinare nel raggiro.

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