RetroBox Modem restituisce alla connessione il suo iconico paesaggio sonoro con un dispositivo fisico funzionante. Tra comandi AT, BBS online, prezzo e alternative vintage, il progetto mostra come la nostalgia possa avere anche un valore d’uso.
Il 13 ottobre 2026 Xavi Paz ha presentato RetroBox Modem, un prototipo che riceve comandi da computer, si collega via Wi-Fi a BBS reali e riproduce i suoni della connessione attraverso un altoparlante integrato. Il rumore accompagna un dispositivo operativo, capace di gestire una sessione di rete: è questo a distinguere RetroBox da una semplice traccia audio. I dati viaggiano sulle reti attuali, mentre il dispositivo ripropone l’interazione, le spie luminose e l’attesa tipiche del dial-up.
Il suono diventa parte della connessione
Per chi si collegava a Internet negli anni Novanta, il fischio del modem faceva parte della procedura. Cominciava con la composizione del numero, seguiva la negoziazione tra i due apparati e si interrompeva quando la connessione era pronta. In una casa con una sola linea telefonica, la chiamata occupava il telefono. L’accesso alla rete aveva così un inizio riconoscibile, udibile anche da chi si trovava lontano dal computer.
RetroBox ricrea quella sequenza con un altoparlante interno e un amplificatore audio I2S. A gestire i comandi e i cambi di stato provvede il firmware. Sul display OLED monocromatico, da 128×64 pixel nel progetto del 2026, compaiono informazioni come lo stato, l’indirizzo IP e il segnale Wi-Fi; i LED sul pannello mostrano le diverse fasi operative. Il suono segue le azioni del modem e la sua attività , invece di partire come una registrazione a ogni collegamento. Anche il profilo audio è ancora in lavorazione: l’obiettivo è differenziare le sonorità associate alle varie generazioni di modem.
Il Wi-Fi porta i dati sulla rete attuale, mentre RetroBox riproduce la componente sonora e visiva del collegamento. Il fischio richiama la negoziazione dei vecchi modem; la connessione effettiva, invece, avviene via rete. In questo modo il prototipo conserva i gesti e le sensazioni di un accesso dial-up, affidandosi a un’infrastruttura contemporanea. La nostalgia è legata a un uso reale: il dispositivo gestisce una sessione e accompagna le sue fasi con segnali udibili e luminosi.
Dal comando AT alle BBS online
Paz ha iniziato il progetto come esperimento: capire se un computer moderno a scheda singola potesse comportarsi come un modem compatibile Hayes e risultare naturale sia con macchine d’epoca sia con sistemi recenti. La prima prova era semplice. Da un terminale seriale inviò il comando AT e ricevette la risposta OK; poi utilizzò il comando di composizione ATD per raggiungere una BBS. La prima connessione riuscita ha dato forma a un prototipo operativo. In seguito sono arrivati il Wi-Fi, la gestione TCP/Telnet, il display e i LED, insieme ai codici di risposta, ai preferiti, alla configurazione persistente e all’audio.
Il cuore del dispositivo è una Raspberry Pi Zero 2 W, incaricata di interpretare i comandi Hayes e gestire il collegamento alla rete. Con un computer moderno si può comunicare tramite seriale USB. Per i sistemi vintage dotati di porta RS-232 è invece previsto un adattamento dei livelli elettrici, affidato a un convertitore MAX3232. Il progetto documenta prove con PC dell’epoca 486 e Pentium e con computer moderni. La configurazione concreta dipende dalla porta disponibile e dal cablaggio: il computer dialoga con RetroBox attraverso un’interfaccia seriale, mentre il dispositivo si occupa del collegamento Wi-Fi.
Nel firmware sono inclusi profili che vanno da V.22bis a V.90. La velocità è configurabile da 300 a 56.000 bit al secondo, secondo la descrizione del progetto nel 2026. Questi parametri simulano diverse classi di modem e danno un ritmo alla comunicazione. I dati diretti alle BBS passano invece su TCP e Telnet, attraverso il Wi-Fi. RetroBox fa da ponte tra seriale e rete: mantiene il linguaggio e alcuni rituali del vecchio modem, collegandoli a un’infrastruttura contemporanea.
Prototipo, prezzo e alternative vintage
Nel 2026 RetroBox è un progetto maker in sviluppo. L’architettura descritta comprende la scheda Raspberry, un display OLED, l’amplificatore con altoparlante, i LED di stato e un contenitore stampato in 3D. Il lavoro procede anche sulla scocca, sui collegamenti seriali e sulla resa dei suoni. Il prototipo non è commercializzato con un prezzo al pubblico; di conseguenza, il suo valore economico non ha ancora un listino da affiancare a quello dei modem usati.
Le vendite concluse di apparecchi d’epoca mostrano prezzi diversi in base al modello, alle condizioni e alla confezione. Un US Robotics Sportster esterno V.90 usato è stato venduto su eBay a 19,95 dollari il 3 agosto 2026. Un US Robotics 5637 USB V.92 nuovo ha raggiunto 122,49 dollari il 30 agosto 2026. Sono due transazioni specifiche, utili come esempi dei prezzi registrati per quei modelli e in quelle condizioni.
| Dispositivo | Uso effettivo | Prezzo documentato |
| RetroBox Modem, prototipo 2026 | Comandi seriali, connessione Wi-Fi a BBS via TCP/Telnet, suoni e indicatori simulati | Prototipo non commercializzato con prezzo al pubblico |
| US Robotics Sportster V.90, usato | Modem telefonico analogico d’epoca | 19,95 dollari, vendita del 3 agosto 2026 |
| US Robotics 5637 V.92, nuovo | Modem dial-up USB, venduto nuovo | 122,49 dollari, vendita del 30 agosto 2026 |
Un modem vintage conserva circuiti, porte e modalità di funzionamento dello standard per cui è stato progettato. Per usarlo servono un computer compatibile e una linea, oppure un servizio che supporti la telefonia analogica. RetroBox risponde a un’esigenza diversa: collega computer seriali a BBS raggiungibili attraverso la rete moderna e accompagna il collegamento con segnali luminosi e sonori. La sua funzione unisce l’accesso ai servizi online alla ricostruzione di una parte dell’esperienza del dial-up.
Il valore d’uso oltre la nostalgia
Per collezionisti e appassionati di retrocomputing, il prototipo mette insieme l’interazione con un apparato fisico e l’accesso a servizi online che tengono viva la cultura delle BBS. Display, luci e comandi rendono visibili le fasi del collegamento; il suono ne accompagna l’avvio e l’attività . Il Wi-Fi resta il mezzo con cui RetroBox raggiunge la rete, mentre il dispositivo restituisce alcuni dei gesti quotidiani associati ai modem di allora.
Il valore collezionistico è legato all’evoluzione del progetto e alla disponibilità di una versione assemblata o replicabile. Sul piano pratico, la funzione descritta è già concreta: collegare un computer compatibile alla rete e raggiungere una BBS, accompagnando la sessione con segnali familiari. RetroBox materializza un ricordo sonoro, ma la sua ragione d’uso sta anche nella possibilità di accedere davvero a quei servizi attraverso un computer seriale.










