Un nuovo record porta la fibra ottica a 3,2 petabit al secondo: una velocità capace, in teoria, di trasferire 20.000 film in 4K in un secondo. Il risultato apre prospettive per le reti future e mette a confronto ricerca e connessioni italiane.
Un consorzio cinese ha portato la trasmissione ottica a 3,2 petabit al secondo su un collegamento di 10,3 chilometri, usando un cavo in fibra a 24 core. Il risultato, annunciato nell’ottobre 2026, equivale in teoria al trasferimento di oltre 20.000 film in 4K in un secondo. È il primato raggiunto in una prova in tempo reale.
Come si raggiungono 3,2 petabit
Al test hanno lavorato il Laboratorio Nazionale Chiave per la Tecnologia delle Reti di Comunicazione Ottica del gruppo CICT, il Pengcheng Laboratory e FiberHome Fujikura. La capacità nasce dalla combinazione di 24 canali fisici paralleli e migliaia di canali ottici distribuiti su tre bande di lunghezza d’onda. I flussi di dati viaggiano attraverso i core della fibra, trasportati dalla luce; moduli ottici sviluppati dal gruppo gestiscono la trasmissione.
La prova si è svolta su 10,3 km, in tempo reale e con moduli di tipo commerciale. Nel 2026 la stessa squadra aveva raggiunto 2,5 petabit al secondo: il nuovo dato è superiore di circa il 28%.
La cifra dei 20.000 film traduce la banda in un esempio comprensibile. Un petabit corrisponde a mille terabit e un terabit a mille gigabit. Ne consegue che 3,2 Pbit/s equivalgono a 3.200 Tbit/s, cioè 400 terabyte al secondo in unità decimali. Considerando file 4K ipotetici da circa 20 gigabyte, si arriva a 20.000 file trasferiti in un secondo. La dimensione dei video dipende da durata, codec e bitrate, mentre gli overhead di rete incidono sui dati trasmessi: il paragone serve a dare un’idea della scala.
Il confronto con la fibra in Italia
In Italia le connessioni disponibili viaggiano su ordini di grandezza inferiori. Alcune offerte su rete FTTH, la fibra che arriva fino all’abitazione, raggiungono 10 gigabit al secondo in download. La copertura e le prestazioni cambiano in base all’indirizzo, all’operatore e al profilo commerciale. Al massimo di una di queste offerte, il record cinese risulta 320.000 volte più alto.
I dati di copertura pubblicati da AGCOM, l’autorità italiana per le comunicazioni, e dalla Commissione europea descrivono la diffusione delle reti. La FTTH porta la fibra fino a casa; la FTTC combina fibra e rame nell’ultimo tratto, mentre la connessione mobile utilizza una rete diversa. Infratel Italia, società pubblica che attua interventi per la banda ultralarga, coordina anche piani per estendere la rete nelle aree meno servite. Per chi abita in Italia contano la tecnologia disponibile al proprio civico e il contratto sottoscritto.
Dalla ricerca alle reti di nuova generazione
La capacità petabit è rilevante soprattutto per i collegamenti tra data center e per le dorsali che raccolgono il traffico di grandi aree. Addestrare e usare sistemi di intelligenza artificiale comporta scambi di grandi quantità di dati; più capacità tra i centri di calcolo aiuta a evitare che i collegamenti diventino un collo di bottiglia. La tecnologia è stata selezionata per una presentazione alla conferenza Fiber Optic Communications del 2026 ed è studiata anche in prospettiva delle reti 6G.
Per applicarla alle reti commerciali serviranno apparati compatibili, produzione su scala, costi sostenibili e trasmissioni affidabili su distanze molto maggiori. Nella prova, lunga 10,3 km, più core e bande ottiche hanno aumentato la capacità del collegamento. Quando tecnologie analoghe saranno integrate nelle dorsali italiane, i benefici potranno arrivare indirettamente a famiglie e imprese: trasferimenti cloud più rapidi, videoconferenze più stabili e una maggiore capacità di gestire molti dispositivi connessi.










