I risultati trimestrali di Alphabet deludono le attese e spingono il titolo al ribasso. Ricavi e utili frenano, mentre la pubblicità rallenta e il Cloud accelera: un quadro da valutare anche per chi investe dall’Italia.

Alphabet ha perso il 9,85% nelle contrattazioni successive alla pubblicazione dei risultati del terzo trimestre 2026, scendendo a 292,88 dollari per azione. Il gruppo ha mancato le attese sull’utile per azione e sui ricavi pubblicitari. A pesare sul titolo sono stati anche i dubbi sugli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale e sulla loro capacità di generare ritorni.

Ricavi e utile sotto le attese

Nel trimestre chiuso il 30 settembre 2026, Alphabet ha registrato ricavi per 127,6 miliardi di dollari, il 25% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il consensus degli analisti era di circa 128 miliardi: lo scarto è stato contenuto. Più marcata la distanza sulle stime dell’utile diluito per azione, fermatosi a 2,12 dollari contro attese attorno a 3,02 dollari. Un anno prima, nel terzo trimestre 2025, il dato era di 2,87 dollari.

Indicatore, terzo trimestre 2026 Risultato Consensus
Ricavi 127,6 miliardi di dollari circa 128 miliardi
Utile per azione diluito 2,12 dollari circa 3,02 dollari

Sul risultato ha inciso una perdita di 8,7 miliardi di dollari sugli investimenti azionari, che ha ridotto l’utile per azione di circa 55 centesimi. Anche al netto di questa voce, però, l’utile rettificato sarebbe rimasto sotto il consensus degli analisti. La reazione del mercato ha riguardato quindi i conti e le prospettive operative del gruppo.

Pubblicità più lenta, Cloud in accelerazione

Le diverse attività di Alphabet hanno mostrato andamenti distanti. La pubblicità Google ha generato 82 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 74,2 miliardi del terzo trimestre 2025, ma sotto alcune stime di mercato. Search e le altre attività hanno raggiunto 63,35 miliardi, con una crescita del 12%. YouTube ha raccolto 11,21 miliardi dalla pubblicità, il 9% in più su base annua. I ricavi sono saliti, ma meno di quanto si aspettassero gli investitori, alla luce delle valutazioni raggiunte dal titolo.

Il quadro è stato diverso per Google Cloud. I ricavi del segmento sono aumentati del 103% rispetto a un anno prima, arrivando a 30,7 miliardi di dollari e superando le attese, ferme attorno a 29,2 miliardi. Il management ha ricondotto la crescita alla domanda di infrastrutture e soluzioni di intelligenza artificiale, ai servizi cloud tradizionali e alle vendite dei sistemi TPU, i processori sviluppati da Google. Anche l’utile operativo è salito: 11,1 miliardi, contro i 3,6 miliardi del terzo trimestre 2025.

Questa espansione richiede investimenti consistenti. Nel terzo trimestre 2026 le spese in conto capitale hanno raggiunto 51,4 miliardi di dollari, mentre il flusso di cassa libero è stato negativo per 9,1 miliardi. La direttrice finanziaria Anat Ashkenazi ha dichiarato che gli investimenti in conto capitale dovrebbero aumentare sensibilmente nel 2027. Per il mercato, resta aperta la questione dei ritorni: la domanda di servizi AI e Cloud dovrà tradursi in ricavi e cassa sufficienti a sostenere la spesa.

Cosa significa per chi investe dall’Italia

Prima della pubblicazione dei risultati, le azioni Alphabet avevano chiuso la seduta regolare a 324,89 dollari, con una capitalizzazione di circa 3.970 miliardi. Applicando alla capitalizzazione pre-risultati il calo di circa il 10% visto nelle contrattazioni successive, la perdita teorica di valore si colloca nell’ordine di 400 miliardi di dollari.

Il movimento può farsi sentire anche nei portafogli di chi non possiede direttamente azioni Alphabet, per esempio attraverso i fondi diversificati. Nella scheda aggiornata al 31 marzo 2026, Alphabet di classe A rappresentava l’1,83% del Vanguard FTSE All-World UCITS ETF, fondo che investe in società di diversi Paesi. Per chi investe dall’Italia entra in gioco anche il cambio: se il fondo non copre il rischio valutario, il rendimento in euro dipende sia dall’andamento del titolo sia dalle oscillazioni del dollaro rispetto all’euro.

La caduta mostra quanto il mercato sia attento alla capacità di pubblicità, Cloud e servizi di intelligenza artificiale di tenere il passo delle aspettative, mentre aumentano i costi. La crescita di Google Cloud e il rallentamento relativo della pubblicità hanno così convissuto nello stesso trimestre, insieme a un forte aumento degli investimenti e a un flusso di cassa libero negativo.

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