Cavi USB e caricabatterie dimenticati nei cassetti possono diventare RAEE: capire quando vanno conferiti come rifiuti elettronici aiuta a smaltirli correttamente. Negozi, centri comunali e ritiro a domicilio offrono soluzioni diverse, con materiali da recuperare.

Un caricabatterie guasto e un cavo USB da buttare appartengono ai rifiuti elettronici: vanno conferiti nei canali dedicati ai RAEE, non nell’indifferenziato. La sigla indica i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Il Centro di Coordinamento RAEE, che organizza il sistema nazionale di raccolta, comprende fra questi anche i piccoli dispositivi destinati al recupero. Prima di svuotare il cassetto, però, conviene distinguere gli accessori ancora utilizzabili da quelli arrivati a fine vita. Un oggetto funzionante può continuare a essere usato invece di diventare subito un rifiuto.

Quando un cavo diventa un RAEE

Un cavo di ricarica o un alimentatore va conferito separatamente quando non funziona più o quando ci si vuole disfare dell’accessorio. Le dimensioni ridotte e la presenza soprattutto di guaina e fili non cambiano la destinazione: questi oggetti vanno tenuti fuori dal sacco dell’indifferenziato. Cavi e caricabatterie possono essere raccolti insieme ai piccoli RAEE; negli impianti di trattamento vengono poi selezionati in base ai materiali e al tipo di apparecchio.

Prima di portarli alla raccolta, controllate che il caricabatterie eroghi ancora corrente e che il cavo non abbia tagli, connettori piegati o altri danni. Se sono in buone condizioni, gli accessori possono restare in uso oppure essere ceduti a un’altra persona, purché siano compatibili e sicuri. Diverso il caso di un cavo sfilacciato, di un alimentatore che si surriscalda o di un connettore instabile: sono segnali per interromperne l’uso. Anche un eventuale riutilizzo come ricambio richiede prima una verifica dell’integrità.

Un accessorio efficiente può essere donato o riutilizzato, mantenendo in circolazione un prodotto ancora utile. Quando non è più utilizzabile, va invece conferito nella raccolta RAEE. Guaina e conduttori si portano insieme, senza smontarli in casa.

Ritiro gratuito nei negozi: le differenze

Il decreto legislativo 49/2014 prevede due modalità di ritiro da parte dei rivenditori. Con il servizio “uno contro uno”, quando si acquista una nuova apparecchiatura elettrica o elettronica equivalente, il negozio ritira gratuitamente quella vecchia. La regola vale anche per gli acquisti online, secondo le modalità previste per la consegna. Il ritiro riguarda un prodotto equivalente a quello nuovo, per tipologia o funzione.

Con l’“uno contro zero” si possono consegnare piccoli RAEE gratuitamente, anche senza fare acquisti. Il servizio è obbligatorio nei negozi con almeno 400 metri quadrati di superficie di vendita dedicata alle apparecchiature elettriche ed elettroniche e riguarda i rifiuti la cui dimensione esterna massima è inferiore a 25 centimetri. Nei punti vendita più piccoli, invece, l’adesione è facoltativa.

Un caricabatterie rientra normalmente nelle dimensioni previste e può quindi essere consegnato senza acquisto nei negozi soggetti all’obbligo. Per un cavo USB portato da solo occorre considerare la dimensione esterna massima dell’oggetto: conta la sua lunghezza, non lo spessore né lo spazio che occupa da arrotolato. Un cavo lungo più di 25 centimetri resta fuori dalla soglia prevista per l’“uno contro zero”. Per un cavo corto, oppure in un negozio che offre il servizio su base volontaria, l’accettazione dipende dall’organizzazione del punto vendita. Meglio informarsi prima di andarci.

Modalità di ritiro Quando si applica Acquisto richiesto
Uno contro uno Consegna di un RAEE equivalente a una nuova apparecchiatura Sì
Uno contro zero Piccolo RAEE sotto i 25 centimetri, nei negozi con almeno 400 metri quadrati dedicati alle AEE No

Centri comunali e ritiro a domicilio

Per cavi e caricabatterie fuori uso c’è anche il centro di raccolta comunale, dove si possono portare senza acquistare un prodotto nuovo. Le regole di accesso cambiano da una struttura all’altra: alcune accettano soltanto i residenti, altre richiedono documenti oppure stabiliscono orari e modalità specifiche per i piccoli rifiuti elettronici. Anche il porta a porta varia secondo il Comune. In diverse zone il ritiro a domicilio riguarda gli ingombranti; per i piccoli RAEE bisogna invece rivolgersi a un’isola ecologica, a un punto mobile o a un contenitore dedicato.

Tra le possibilità locali ci sono anche ecostazioni e raccolte di prossimità. A Milano, per esempio, sono disponibili riciclerie, postazioni mobili, Ecoisole e punti di raccolta in alcune sedi. I servizi e le tipologie di rifiuti accettati cambiano a seconda del canale: per individuare quello adatto a un cavo o a un caricabatterie, occorre consultare le indicazioni del Comune o del gestore dei rifiuti della propria zona.

Prima di partire, verificate i dettagli del servizio: indirizzo, orari, requisiti di accesso e categorie ammesse. Quando è previsto, il ritiro gratuito a domicilio può richiedere una prenotazione ed è distinto dalla normale raccolta dei rifiuti domestici.

Dal cassetto al recupero dei materiali

Una volta raccolti, i RAEE arrivano a impianti specializzati, dove vengono trattati in sicurezza e suddivisi per recuperare le frazioni riutilizzabili. Nei cavi i conduttori possono contenere rame o altri metalli; dagli alimentatori e dai connettori si recuperano metalli, mentre le guaine contribuiscono alle frazioni plastiche. Il risultato dipende dai materiali presenti e dalle tecniche applicate: qualità e destinazione delle frazioni recuperate possono variare.

La raccolta separata tiene questi materiali fuori dal flusso dei rifiuti indifferenziati e consente di avviarli a una filiera controllata. Anche i cavi lunghi che superano la soglia dell’“uno contro zero” possono essere conferiti al centro comunale o a un altro punto RAEE che li accetti. La scelta del canale dipende dalle condizioni dell’accessorio e dalle regole locali; per i prodotti arrivati a fine vita, la destinazione è la raccolta elettronica dedicata.

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