La serie Manunta Classic riporta al centro l’elettronica analogica con un preamplificatore e un finale stereo separati. Progetto, VU-meter, connessioni, potenza e prezzi ne definiscono ambizioni e pubblico.

Il 12 ottobre 2026 Manunta by M2Tech ha ampliato la serie Classic con due componenti separati: il Classic Preamplifier e il Classic Power Amplifier. Il preamplificatore seleziona e controlla le sorgenti; il finale pilota i diffusori stereo. La coppia prosegue la linea avviata nel 2024 con l’integrato Classic. Il richiamo agli amplificatori hi-fi tradizionali passa dall’estetica, ma la scelta centrale riguarda la struttura dell’impianto: percorso audio analogico, componenti discreti e apparecchi distinti, combinabili anche con elettroniche di altri marchi.

Manunta Classic, due componenti distinti

Al preamplificatore spetta il controllo dell’impianto. Sul retro offre tre ingressi RCA e due XLR bilanciati per le sorgenti di linea, oltre a un ingresso phono dedicato alle testine MM e MC. Per le testine MC si può regolare l’impedenza d’ingresso da 10 a 1.000 ohm, adattando il carico alle caratteristiche della testina. C’è anche una sezione di bypass, utile per inserire un processore esterno, per esempio un dispositivo di correzione acustica della stanza.

Le uscite bilanciate, basate su trasformatori Lundahl, permettono di collegare il preamplificatore al finale o a diffusori attivi. Sono pensate anche per collegamenti con cavi di segnale lunghi. A queste si affiancano un’uscita RCA e una cuffie, capace di erogare fino a 2 watt per canale su 32 ohm. Volume e selezione delle sorgenti si regolano dai comandi frontali, con il telecomando a infrarossi oppure tramite Wi-Fi e applicazione.

Il Classic Power Amplifier dispone di ingressi RCA e XLR bilanciati, uscite per i diffusori e collegamenti trigger. Questi ultimi coordinano accensione e spegnimento con il preamplificatore. La potenza continua dichiarata è di 75 watt per canale su 8 ohm e 110 watt su 4 ohm. Negli impulsi di 10 millisecondi raggiunge rispettivamente 170 e 260 watt per canale, valori riferiti ai picchi musicali di breve durata.

Il progetto analogico e i VU-meter

M2Tech, azienda pisana fondata anche da Marco Manunta, ha sviluppato circuiti analogici con componenti discreti. Nel finale la configurazione dual-mono mantiene separati i percorsi dei due canali, con l’obiettivo di contenere le interferenze reciproche e lasciare indipendenti le sezioni stereo.

Per la costruzione sono stati scelti componenti tradizionali montati attraverso i fori del circuito stampato, anziché moduli proprietari difficili da sostituire. Manunta dichiara l’assemblaggio manuale in Italia e la produzione nel Paese delle parti meccaniche. L’impiego di componenti standard facilita la manutenzione e le riparazioni: una scelta che punta sulla durata nel tempo e accompagna il disegno rétro. La dotazione comprende anche elementi attuali, tra cui l’interfaccia Wi-Fi e i collegamenti bilanciati.

Sul pannello frontale del finale si trovano due VU-meter analogici, che mostrano il livello del segnale e la potenza erogata. Richiamano la tradizione hi-fi e aggiungono un riferimento visivo al funzionamento dell’apparecchio. La luminosità si regola dal telecomando. Il telaio misura 420 x 313 x 120 millimetri e pesa circa 15 chilogrammi: misure da tenere presenti nella scelta del mobile, assieme allo spazio necessario per la ventilazione e i cablaggi.

Ingressi, potenza e compatibilità nell’impianto

Con pre e finale separati, si può sostituire un componente lasciando operativo l’altro, oppure abbinare al preamplificatore un finale diverso. La dotazione analogica è adatta a chi usa giradischi, lettori CD e sintonizzatori, oppure possiede un DAC esterno. Il Classic Preamplifier non integra una sezione di conversione digitale: per collegare sorgenti digitali prive di uscita analogica occorre quindi un DAC dedicato. Chi ha già un convertitore può continuare a usarlo e decidere in quale punto inserirlo nella catena.

Per scegliere i diffusori, la potenza del finale è uno dei riferimenti da considerare, insieme all’impedenza reale, alla sensibilità dei trasduttori e al livello d’ascolto. Il dato dichiarato a 4 ohm è di 110 watt continui per canale. La distorsione armonica totale più rumore è pari allo 0,02% alla potenza nominale su 8 ohm. Sul preamplificatore, il rapporto segnale/rumore dichiarato arriva a 128 dBA sull’uscita di linea bilanciata.

Il preamplificatore pesa circa 10 chilogrammi. Con il collegamento trigger, i due dispositivi possono accendersi e spegnersi in modo coordinato; per la gestione restano disponibili anche telecomando e app. L’impianto richiede sorgenti con uscite adeguate e spazio per sistemare due telai distinti.

Prezzi e pubblico della serie Classic

Il produttore indica prezzi al netto dell’imposta sul valore aggiunto di 6.299 euro per il preamplificatore e 5.099 euro per il finale. Acquistati insieme, i due apparecchi costano 11.398 euro prima dell’IVA. Con l’aliquota italiana del 25%, il calcolo porta a circa 7.874 euro per il pre e 6.374 euro per il finale: circa 14.248 euro in totale. Il prezzo effettivo può cambiare in base al distributore; la vendita avviene tramite rivenditori autorizzati.

La serie si rivolge a chi vuole un impianto stereo a componenti separati, ascolta sorgenti analogiche o dispone già di un DAC e cerca apparecchi riparabili, costruiti con metodi tradizionali. La possibilità di aggiornare un singolo elemento completa questa impostazione. I VU-meter e il disegno classico richiamano l’hi-fi vintage; nella scelta pesano anche ingressi, connessioni e potenza, oltre al costo della coppia.

Chi cerca un solo apparecchio con DAC integrato può orientarsi sull’integrato Classic o su altri prodotti della stessa fascia di prezzo. Per gli audiofili interessati all’analogico, pre e finale Manunta propongono invece una configurazione essenziale e modulare, con sorgenti e amplificazione distribuite su due telai.

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