L’accordo tra Amazon e Globalstar rilancia la sfida dei satelliti e apre la strada a nuovi operatori. Ma D2D e banda larga non sono la stessa cosa: in Italia e in Europa serviranno passaggi regolatori per raggiungere gli utenti.

La Federal Communications Commission (FCC), l’autorità statunitense che regola le comunicazioni, ha approvato il 28 ottobre 2026 l’acquisizione di Globalstar da parte di Amazon Leo, valutata circa 11,5 miliardi di dollari. Il provvedimento consente di integrare nella strategia di Amazon satelliti, infrastrutture e frequenze mobili satellitari. Per l’azienda si apre così un nuovo fronte nei servizi dallo spazio, accanto alla connettività a banda larga.

Che cosa cambia con Globalstar

L’operazione dà ad Amazon accesso allo spettro MSS di Globalstar, pari a circa 25 MHz, e alla sua rete in orbita bassa. La costellazione comprende 24 satelliti già operativi. A questi si aggiunge il sistema C-3, formato da 48 satelliti, per il quale la FCC ha autorizzato l’accesso al mercato statunitense nell’ottobre 2026. Il completamento dell’acquisizione è atteso entro il 2027; a quel punto Globalstar diventerà una controllata di Amazon.

Frequenze e infrastrutture giĂ  disponibili forniscono ad Amazon risorse per sviluppare servizi mobili diretti ai dispositivi, oltre alla banda larga. Tra i benefici attesi indicati dalla FCC figurano una copertura dati piĂą estesa nelle aree poco servite e comunicazioni di emergenza piĂą robuste. La rete potrĂ  inoltre offrire servizi a imprese, industria ed enti pubblici.

Globalstar supporta già alcune funzioni satellitari di emergenza e localizzazione sugli iPhone e Apple Watch compatibili. Amazon ha concordato di mantenere attivi i servizi Apple interessati. Con l’integrazione, l’attività dell’azienda di Seattle si estende dal tradizionale accesso Internet domestico anche alle comunicazioni mobili via satellite.

D2D e banda larga: due servizi diversi

Il direct-to-device (D2D) collega un satellite direttamente a un telefono o a un altro dispositivo compatibile. Il collegamento consente di raggiungere luoghi fuori copertura e di abilitare comunicazioni mobili; le funzioni dipendono dal dispositivo, dalle bande radio utilizzate e dagli accordi con gli operatori. Per la banda larga satellitare, invece, serve un terminale dedicato che fornisca Internet a casa o in azienda.

Amazon Leo sta costruendo anche questa rete. Nell’ottobre 2026 la costellazione contava 396 satelliti; l’obiettivo dell’azienda è arrivare a circa 3.200 unità entro il 2029. Il servizio commerciale a banda larga è previsto entro la fine del 2026. Sul fronte D2D, Amazon ha chiesto negli Stati Uniti l’autorizzazione per altri 5.105 satelliti e intende avviare i servizi dal 2028. Banda larga e collegamento diretto ai dispositivi hanno dunque programmi e tempi propri.

Il confronto con Starlink aiuta a inquadrare la concorrenza. Nell’ottobre 2026 la rete di SpaceX superava gli 11.000 satelliti e il gruppo aveva ottenuto negli Stati Uniti il via libera per un sistema Starlink Mobile di nuova generazione. Per la banda larga, Starlink si affida a terminali dedicati; il servizio D2D punta invece a collegare direttamente i dispositivi mobili. In Italia, i prezzi e le condizioni applicati da Starlink sono distinti dai piani annunciati da Amazon.

Italia ed Europa, i passaggi per arrivare agli utenti

La decisione della FCC riguarda il mercato statunitense e le relative autorizzazioni. Nell’Unione europea, l’uso dello spettro e la fornitura di comunicazioni elettroniche seguono il quadro europeo e le autorizzazioni nazionali applicabili. In Italia, l’AGCOM, l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni, disciplina l’uso delle frequenze e il settore delle comunicazioni. Le autorizzazioni radio rientrano anche nelle competenze del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

In una possibile filiera italiana, Amazon Leo fornirebbe la rete satellitare; per il D2D entrerebbero in gioco anche operatori mobili o produttori di dispositivi compatibili. I servizi Globalstar già attivi sui prodotti Apple mostrano una collaborazione concreta fra rete satellitare e dispositivi. L’accordo con Amazon mantiene attive le funzioni Apple interessate.

Per il pubblico italiano, l’intesa porta nuove risorse nella competizione per la copertura fuori dalle reti terrestri e per le comunicazioni di emergenza. Amazon potrà contare sulle infrastrutture e sullo spettro di Globalstar mentre il mercato satellitare si orienta sempre più anche verso i telefoni.

Articolo precedenteTesla FSD attivato senza permesso, 80 indagati e dispositivi sequestrati in Corea del Sud

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il commento!
Il tuo nome