Dal diploma a Vicenza ai laboratori Olivetti, il percorso di Gastone Garziera si intreccia con la sfida di inventare un computer da tavolo. Dalla nascita della macchina al successo internazionale, fino alla NASA e all’Apollo 11, una storia italiana d’avanguardia.

Nel 1965 Olivetti presentò a New York la Programma 101, una macchina da tavolo progettata dal gruppo di Pier Giorgio Perotto, Gastone Garziera e Giovanni De Sandre. Pensata per uffici e laboratori, portava il calcolo programmabile fuori dai grandi centri informatici. Alla sua realizzazione contribuì anche il percorso pratico di un giovane perito elettrotecnico vicentino.

Dal diploma di Vicenza al laboratorio Olivetti

Garziera nacque nel 1942 a Sandrigo, in provincia di Vicenza, in una famiglia di contadini. Conseguito il diploma in elettrotecnica all’Istituto tecnico industriale Alessandro Rossi di Vicenza, nel 1961 entrò in Olivetti e venne assegnato alla divisione elettronica. La sua formazione proseguì soprattutto sul campo: alle conoscenze tecniche acquisite a scuola si aggiunsero l’esperienza in azienda e un corso interno di circa quattro mesi. Durante le lezioni, i responsabili dei progetti illustravano metodi e tecnologie impiegati nel laboratorio.

In Italia l’elettronica era ancora un settore pionieristico e i percorsi didattici specializzati erano pochi. Per questo Olivetti preparava al proprio interno tecnici e progettisti. Garziera ricordò che a scuola aveva studiato motori, alternatori e circuiti elettrici; competenze concrete che gli tornarono utili anche al colloquio con Mario Tchou, responsabile del laboratorio di ricerche. Nel lavoro sulla macchina si incontrarono così formazione tecnica e ricerca industriale.

La sfida di Perotto e la squadra

Olivetti cercava una strada nuova rispetto alle macchine da calcolo meccaniche. L’ingegnere elettrotecnico Pier Giorgio Perotto guidò il progetto di un calcolatore compatto, accessibile e meno legato agli specialisti che gestivano i grandi mainframe. Garziera e Giovanni De Sandre parteciparono allo sviluppo, lavorando insieme su aspetti diversi della macchina, dall’hardware alla logica di funzionamento.

L’ambizione era portare un dispositivo sulla scrivania, renderlo utilizzabile senza lunghi corsi e proporlo a un prezzo più contenuto di quello dei sistemi informatici disponibili all’epoca. La macchina avrebbe permesso a un professionista, a un ufficio o a un laboratorio di preparare ed eseguire programmi in autonomia. Il calcolo, così, non avrebbe più richiesto di prenotare tempo su un impianto centrale.

La divisione elettronica di Olivetti fu ceduta alla General Electric per ragioni finanziarie. Il gruppo di progetto, però, proseguì il lavoro nel periodo decisivo: la macchina venne classificata come calcolatrice, una categoria esclusa dall’accordo sui calcolatori. Fu questa scelta a consentire a Perotto, Garziera e De Sandre di continuare la progettazione della futura Programma 101, o P101.

Come funzionava il computer da tavolo

La P101 venne assemblata a Ivrea nel 1964. All’inizio il gruppo la chiamava “Perottina”, in omaggio a Perotto. Mario Bellini curò il design esterno, mentre Franco Bretti progettò la tastiera e la stampante. Lo schermo mancava: i risultati uscivano su un rotolo di carta, una soluzione pratica e facile da leggere.

In uno spazio ridotto, la macchina riuniva funzioni programmabili e calcolo. Eseguiva operazioni aritmetiche, comprese moltiplicazioni, divisioni e radici quadrate, oltre a istruzioni logiche e salti condizionati. Un linguaggio alfanumerico serviva a organizzare sequenze di calcolo e a stampare il contenuto dei registri. La memoria era limitata rispetto agli standard successivi, ma si potevano impostare procedure, riutilizzarle e ottenere risultati senza ricorrere ogni volta a un grande elaboratore.

Programmi e dati si conservavano su cartoline magnetiche di plastica, larghe circa otto centimetri e lunghe trenta. Ogni banda conteneva fino a 240 istruzioni; si inseriva facilmente nella macchina e si poteva etichettare a mano. La memoria interna, invece, era realizzata con un filo di ferro. Cartoline trasferibili, tastiera, elaborazione locale e stampa dei risultati riunivano sulla scrivania gli strumenti necessari per lavorare con i propri programmi.

Il debutto internazionale e la diffusione

Nel 1964 Perotto mostrò il prototipo al dirigente Olivetti Natale Cappellaro. La presentazione pubblica arrivò il 14 ottobre 1965, al Waldorf-Astoria di New York; seguì una dimostrazione alla fiera BEMA. I giornali statunitensi richiamarono l’attenzione sulle dimensioni contenute, sulla programmazione e sulla possibilità di svolgere calcoli complessi con un apparecchio collocato direttamente sulla scrivania.

Le vendite partirono rapidamente. Nel 1966 furono prodotte oltre 200 unità e circa il 90% era destinato ai mercati esteri, soprattutto agli Stati Uniti. Alla fine la produzione raggiunse circa 44.000 esemplari. La P101 entrò in imprese, studi tecnici e ambienti di ricerca, dove l’esecuzione locale dei calcoli riduceva la dipendenza dai grandi centri di elaborazione. La diffusione superò quindi il valore simbolico del prototipo.

Il successo attirò l’attenzione dei concorrenti. Nel 1967 Hewlett-Packard versò a Olivetti 900.000 dollari in relazione alla violazione di un brevetto della P101 con il modello HP 9100. La vicenda colloca la soluzione italiana in un mercato emergente e mostra il valore industriale riconosciuto ai suoi principi tecnici.

NASA, Apollo 11 e l’eredità di Garziera

Tra gli utilizzatori della Programma 101 ci fu la NASA, l’agenzia spaziale statunitense. Nel 1969 furono acquistati diversi esemplari per calcoli legati alla traiettoria Terra-Luna della missione Apollo 11. La macchina fornì elaborazioni di supporto, affiancando infrastrutture di calcolo più grandi in attività scientifiche e tecniche.

Garziera proveniva da una famiglia contadina, si era formato come perito e aveva costruito la propria esperienza nei laboratori Olivetti. Contribuì a una macchina venduta in decine di migliaia di esemplari e adottata anche in ambito aerospaziale. Dopo la P101 lavorò nella ricerca e sviluppo dell’azienda, seguendo i successori della macchina e altri sistemi. Rimase in Olivetti fino al pensionamento, nel 1996. Nel 2019 l’Università di Bari gli conferì la laurea magistrale honoris causa in Informatica.

La P101 fu il primo computer commerciale da tavolo e rese concreta l’idea di un calcolo programmabile affidato al singolo utente, fuori dalle sale dei mainframe. Il lavoro della squadra Olivetti trasformò competenze pratiche e ricerca elettronica in una macchina che anticipava l’informatica personale.

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