Il tonfo del 25% in Borsa riflette una crisi che va oltre i conti di Intel: il rallentamento dei PC e le scorte limitate nei server pesano sulle prospettive, mentre produzione e nuovi prodotti restano sotto osservazione.
Intel ha perso il 25,3% nelle contrattazioni pre-market successive ai risultati del terzo trimestre 2026, scendendo a 68,76 dollari dai 92,07 della chiusura precedente. Se il ribasso fosse confermato, la societĂ perderebbe circa 120 miliardi di dollari di capitalizzazione. A innescare la reazione non sono stati i conti appena pubblicati, superiori alle attese, ma le previsioni per il trimestre successivo: hanno riaperto i dubbi sulla tenuta del business dei processori e sul costo del rilancio industriale.
Il mercato guarda oltre i conti
Nel terzo trimestre 2026 Intel ha registrato ricavi per 16,5 miliardi di dollari, il 21% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile per azione rettificato si è attestato a 0,52 dollari, contro i 0,40 previsti dagli analisti. L’utile netto calcolato secondo i criteri contabili GAAP è stato di 3,3 miliardi di dollari.
Le prospettive per il quarto trimestre hanno spostato l’attenzione. Intel stima ricavi compresi tra 15 e 16 miliardi di dollari e un utile rettificato per azione di 0,25 dollari. Le attese del mercato erano più alte: 17,07 miliardi di ricavi e 0,43 dollari per azione.
| Indicatore | Terzo trimestre 2026 | Quarto trimestre 2026 |
| Ricavi | 16,5 miliardi di dollari | 15-16 miliardi di dollari previsti |
| Utile per azione rettificato | 0,52 dollari | 0,25 dollari previsti |
| Confronto con le attese | Utile sopra le stime | Ricavi e utile sotto le stime |
A pesare è la prospettiva di un brusco rallentamento. Intel ha anche avvertito che nel 2026 non prevede un flusso di cassa positivo, mentre continua a investire nelle fabbriche. Per gli azionisti, la flessione riduce subito il valore di mercato della partecipazione; la perdita diventa effettiva soltanto vendendo i titoli a un prezzo inferiore a quello pagato. La volatilità dipende dalle previsioni operative e dalla capacità di convertire gli investimenti in margini e cassa.
PC in frenata, server senza scorte
I risultati per segmento raccontano andamenti molto diversi. Nel terzo trimestre 2026 il gruppo Client Computing and Physical AI, che comprende soprattutto i processori per computer, ha generato 8,1 miliardi di dollari, il 5% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. I ricavi da notebook e desktop sono diminuiti del 6%; i volumi di vendita dei prodotti client hanno perso il 14%.
Per il quarto trimestre Intel prevede una contrazione dei ricavi dei chip per PC nell’ordine del 20%. La debolezza, secondo la società , potrebbe proseguire nella prima metà del 2027. Tra i fattori che pesano sul mercato ci sono i prezzi elevati delle memorie, i bilanci più stretti delle aziende e una gestione prudente delle scorte.
La concorrenza si fa sentire. AMD propone processori per PC e server, mentre i chip basati su architettura Arm sono sempre più presenti nei computer e nei sistemi per centri dati. La pressione limita la capacità di Intel di recuperare volumi e prezzi. Nel trimestre, l’aumento dei costi e le rettifiche sulle scorte hanno ridotto anche il risultato operativo del segmento client.
La divisione Data Center and AI ha invece raggiunto ricavi per 7,3 miliardi di dollari, in crescita del 78% su base annua. La domanda di processori per server, compresa quella dei grandi operatori cloud, ha superato l’offerta disponibile. A complicare la produzione è intervenuto un incidente nello stabilimento Intel di Kiryat Gat, in Israele: nell’ottobre 2026 l’impianto è rimasto fermo per circa due settimane.
Intel prevede che l’incidente avrà effetti su costi e margini tra il quarto trimestre 2026 e la prima metà del 2027. La società ha inoltre stimato un impatto sui ricavi di circa 600 milioni di dollari, distribuito nell’arco di due trimestri.
Produzione e prodotti da monitorare
Il rilancio industriale richiede di aumentare la resa produttiva, abbassare i costi dei processi più avanzati e fornire chip sufficienti a clienti con esigenze diverse. Nel terzo trimestre 2026 Intel Foundry, la divisione che sviluppa e gestisce la produzione, ha registrato ricavi per 6,7 miliardi di dollari e una perdita operativa di 1,9 miliardi. Gran parte dell’attività è ancora al servizio delle altre divisioni del gruppo, mentre i ricavi da clienti esterni restano limitati.
Il piano di spesa in conto capitale per il 2026 ammonta a circa 20 miliardi di dollari. Per il 2027 Intel prevede investimenti ancora piĂą elevati. Per le imprese italiane che acquistano computer, server o componenti, nel breve periodo contano soprattutto i prezzi delle memorie, le scorte dei distributori e la capacitĂ di consegna. Nel medio periodo, eventuali carenze di processori potrebbero incidere sui costi e sui tempi di rinnovo delle infrastrutture informatiche e dei macchinari.
Nei prossimi trimestri sono attesi i risultati finanziari e la ripresa della produzione a Kiryat Gat; proseguirĂ anche lo sviluppo delle linee Intel 18A e 14A. Per i PC, Core Ultra Series 3, legato alla piattaforma Panther Lake, e il lancio previsto di Nova Lake entro la fine del 2026 accompagneranno il tentativo di recuperare terreno. Nel comparto server, Intel dovrĂ aumentare la capacitĂ disponibile per rispondere alla domanda.










