TSMC archivia una trimestrale da record: ricavi oltre 46,7 miliardi di dollari e utili in crescita del 70%. A trainare i risultati è la domanda di chip avanzati per l’intelligenza artificiale, mentre investimenti e prospettive accendono i mercati.
TSMC ha chiuso il terzo trimestre del 2026 con ricavi per 46,72 miliardi di dollari e un utile netto di 763,06 miliardi di dollari taiwanesi, pari a circa 23,6 miliardi di dollari. Rispetto allo stesso periodo del 2025, i ricavi sono aumentati del 41,2% e l’utile del 68,7%. È il sesto record trimestrale consecutivo. A trainare i risultati è soprattutto la produzione di chip avanzati, richiesta dalle aziende che sviluppano sistemi per l’intelligenza artificiale.
Ricavi e margini nella trimestrale
Nel trimestre concluso il 30 settembre, le vendite consolidate hanno raggiunto 1.494,24 miliardi di NT$. L’incremento è del 50,9% su base annua e del 17,6% rispetto al secondo trimestre. Il dato espresso in dollari taiwanesi differisce da quello in valuta statunitense anche per effetto dell’andamento dei cambi. L’utile netto ha superato la stima di consenso LSEG, pari a 746,3 miliardi di NT$. L’utile diluito per azione si è attestato a 29,43 NT$.
Il margine lordo è salito al 66,4%, dal circa 59,5% registrato nel terzo trimestre del 2025. Sul trimestre precedente ha invece perso 1,3 punti percentuali: tra i fattori che hanno inciso c’è l’avvio della produzione a 2 nanometri. Il margine operativo è stato del 58,7%. Anche il free cash flow, cioè la liquidità generata dopo gli investimenti operativi, è cresciuto nettamente: 476,56 miliardi di NT$, contro i 139,38 miliardi di un anno prima.
La domanda AI si concentra sui nodi avanzati
La ripartizione dei ricavi da wafer evidenzia il peso delle tecnologie più recenti. Nel terzo trimestre del 2026 i chip a 2 nanometri hanno contribuito per l’8%, quelli a 3 nanometri per il 33%, i 5 nanometri per il 28% e i 7 nanometri per il 10%. In totale, i processi a 7 nanometri e più avanzati hanno generato il 79% dei ricavi da wafer. In un solo trimestre la quota dei 2 nanometri è passata dal 3% all’8%; la fase iniziale della produzione incide, intanto, sui margini.
La piattaforma high-performance computing, che comprende gli acceleratori per i data center, ha rappresentato il 68% dei ricavi per piattaforma. Un anno prima pesava il 57%. La corsa all’intelligenza artificiale sta quindi orientando ordini e capacità verso chip complessi e processi produttivi di ultima generazione. Il direttore finanziario Wendell Huang ha ricondotto la crescita alla forte domanda per queste tecnologie. Gli ordini, secondo la società, continuano a superare la capacità produttiva.
TSMC è il principale produttore di semiconduttori conto terzi: fabbrica chip progettati da altre aziende e rifornisce gruppi come Nvidia e Apple. La capacità di realizzare processori avanzati la pone al centro di una filiera che serve sia gli sviluppatori di acceleratori per l’IA sia i produttori di dispositivi. Quando aumenta la domanda di calcolo, la pressione si estende alla capacità produttiva e al packaging avanzato, oltre a riflettersi sugli investimenti degli altri operatori.
Previsioni, investimenti e reazione dei mercati
Per il quarto trimestre del 2026 TSMC stima ricavi fra 52,3 e 54,3 miliardi di dollari e un margine lordo compreso tra il 65% e il 67%. Il valore centrale della previsione sui ricavi sarebbe molto superiore ai 33,73 miliardi del quarto trimestre 2025. Per l’intero 2026, la società ha indicato una crescita dei ricavi intorno al 44% e ha confermato investimenti in conto capitale fra 60 e 64 miliardi di dollari.
Le previsioni si accompagnano a una linea prudente. L’amministratore delegato C.C. Wei ha definito robusta la domanda legata all’IA, ma ha segnalato le difficoltà dei segmenti rivolti ai consumatori e più sensibili ai prezzi, penalizzati dai componenti più costosi e dall’incertezza macroeconomica. Per il 2027, ha dichiarato, TSMC sta pianificando con cautela. La crescita della produzione a 2 nanometri e la realizzazione di nuova capacità richiedono investimenti consistenti; l’avvio dei nuovi impianti può inoltre comprimere temporaneamente i margini.
La trimestrale sostiene il quadro del comparto: la domanda di chip per l’IA continua a spingere volumi, ricavi e utilizzo dei processi più avanzati. Nella seduta in cui sono stati diffusi i risultati, però, le azioni TSMC hanno perso circa il 2% a Taipei. Gli investitori hanno valutato i margini e la spesa in conto capitale insieme all’incertezza sul 2027. Le società tecnologiche a valle sono esposte a loro volta ai costi e alla disponibilità dei chip, oltre che alle aspettative già incorporate nelle quotazioni.










