Metà della popolazione mondiale è su Internet ed entro il 2022 il 60% del Pil globale dovrebbe essere digitalizzato, con una minima distinzione tra economia ed economia digitale, o tra società e società digitale. Ma il processo va subito governato. Lo scenario emerge da un rapporto del World Economic Forum. Oggi – si legge nel rapporto – meno della metà di coloro che sono già connessi confida che la tecnologia li farà vivere meglio. Ed entro il 2020 sono attesi oltre 20 miliardi di dispositivi connessi nel mondo. Eppure – viene fatto notare – non c’è consenso sul fatto che i dati siano una valuta che richiede regole e protezioni più severe.

Internet: sei aree di azione

Si tratta del risultato del rapporto Our Shared Digital Future del World Economic Forum che indica sei aree di azione per una società ed economia digitali sostenibili, inclusive e meritevoli di fiducia della popolazione. Per dare a internet una forza d’impatto positiva nell’economia e nella società: dalla chiusura del digital divide all’identità digitale, dalla necessità di un modello di business sostenibile alla cybersecurity fino al governo della Quarta rivoluzione industriale, promettente ma piena di sfide. Per concludere con il tema cruciale dei dati, il cui utilizzo può far bene alla società ma con la necessaria protezione di privacy, innovazione e giustizia.

In un mondo dove la tecnologia fa sempre più parte della vita di tutti i giorni, i giovani sembrano essere super connessi ma scollegati dal prossimo. Stando al parere dello psicoterapeuta Domenico Barrilà, le responsabilità andrebbe imputate all’educazione: “Il problema parte dagli adulti, gli stessi che pur lamentando l’uso eccessivo di smartphone e web dei propri figli, mostrano di non avere controllo sul loro rapporto con i dispositivi digitali”.

La connessione al web è ormai capillare e coinvolge anche gli anziani. Nessuno è insomma estraneo alla Rete. Wireless e connessione mobile, in casa, al lavoro, negli esercizi e spazi pubblici, rendono Internet imprescindibile nelle dotazioni individuali e nelle relazioni collettive. Quasi la metà delle famiglie italiane dispone di una connessione a banda larga, con una forte oscillazione territoriale, che penalizza il Sud e sociale, a discapito delle famiglie a basso livello socio-economico. Nella fascia d’età 4-10 anni il 17,6% ha il cellulare, il 6,7% utilizza il PC fisso, il 24,2% il portatile, il 32,7% il tablet e il 49,2% è connesso al web. I nati dal 2000 in avanti sono il banco di prova tangibile degli effetti sociali, anche sulle relazioni familiari, dei nuovi strumenti tecnologici. In buona sostanza i minori sono autentici precoci digitali.

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