Domenica nera per i social network di Mark Zuckerberg. Instagram, WhatsApp e Facebook: dalle 12 alle 15 circa i social riconducibili alla Facebook Inc. hanno smesso di funzionare in Europa, negli Stati Uniti e alcuni Paesi del Sud-est asiatico. Tre ore di disagio per gli utenti, poi le scuse ufficiali di Facebook anche se i motivi del malfunzionamento non sono stati resi noti.

Alcuni sono riusciti a navigare ma non a interagire mentre altri sono stati sbalzati fuori dalle piattaforme, senza possibilità di effettuare nuovamente il login. Per una parte degli utenti i social sono stati accessibili ma senza interazioni e la pubblicazione di contenuti.

E gli orfani di Zuckerberg si sono riversati numerosi su Twitter, lamentandosi del tracollo delle piattaforme social più usate. Unico risparmiato è stato infatti Twitter – che non fa parte di Facebook Inc. – su cui si sono scatenati i commenti di molti utenti, incluso il vicepremier e ministro dell’Interno che ha scritto: “È colpa di Matteo Salvini?”.

Dopo le 15 le scuse di Facebook: “Alcune persone potrebbero aver riscontrato problemi d’accesso alle app della famiglia Facebook. Il problema è stato risolto”. Per alcuni il malfunzionamento potrebbe esser dovuto al fatto che Facebook è al lavoro sull’integrazione delle tre piattaforme.

Il precedente di 14 ore

Il down arriva a un mese dal blocco più lungo della storia dei social che, per oltre 14 ore, aveva tenuto il mondo offline. In quel caso in Italia, Stati Uniti, Brasile, Messico, Gran Bretagna, Danimarca, Spagna e Turchia non avevano funzionato Instagram e Facebook. O perlomeno il loro servizio era stato notevolmente rallentato. Gli utenti dei due social network avevano riscontrato diversi problemi, sia da desktop sia da mobile. Facebook aveva escluso che il malfunzionamento su Facebook e Instagram fosse dovuto a un attacco informatico ai suoi danni.

In un tweet, la compagnia aveva spiegato di essere concentrata a lavorare alla risoluzione del problema e aveva aggiuto di poter confermare che il problema non era collegato a un attacco DDoS cioè un attacco denial-of-service distribuito in cui numerose fonti prendono di mira un sito, inondandolo di richieste in modo da esaurirne le risorse informatiche e renderlo indisponibile agli utenti.

Centinaia di segnalazioni avevano riguardato anche le chat Messenger e WhatsApp, anch’esse di proprietà di Facebook. Tra l’altro, il Codacons aveva annunciato una formale richiesta alla società di Menlo Park. Utenti e imprese che avrebbero subito un danno materiale a causa dei disservizi registrati sulle piattaforme Facebook e Instagram.

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