I nuovi profili di MySPace
I nuovi profili di MySPace

Certo Facebook è IL social network. Ma, mentre Facebook, ormai, è stabilmente al centro dell’ecosistema Internet. Twitter e Google+ lo inseguono. Eppure, c’era un “prima”, un periodo nel quale c’erano dei vecchi social network, non molto sviluppati – è vero – ma che hanno rappresentato, per molti, il primo profilo online. Dei cinque che andiamo a vedere, in questo post, c’è anche un social network italiano. A sorpresa, decisamente.

1. Splinder – la piattaforma blog italiana

La Home di Splinder nel 2007
La Home di Splinder nel 2007

Nato all’inizio dello scorso decennio, una startup fondata da Tipic lanciava una vera e propria via italiana alla blogosfera. Capacità di personalizzazione dei blog, una community molto vivace e tante funzionalità di networking hanno fatto di Splinder non solo una piattaforma di blog come wordpress.com, ma anche – se non soprattutto – un vero e proprio social network antesignano di quanto sarebbe successo dopo. Acquisito da Dada nel 2006 è stato smantellato nel 2012. Peccato, perché è stato una tra le poche “cose” veramente autonome della nostra Internet.

2. Diaspora*

Stream Diaspora, uno dei 5 social network spariti
Stream Diaspora

Doveva essere l’alternativa a Facebook opensource. Invece, si è trasformata in una sorta di riserva indiana, rifugio di pochi bucanieri del Web. Era nata con le migliori intenzioni e aveva scatenato anche un discreto buzz su Internet, ma le cose non sono andate “così” bene e, infatti, ormai le pagine di Diaspora sono silenti e tristissime. Se volete avere un’idea di come sia stare nello spazio intergalattico, Diaspora* può aiutarvi a farvela.

3. Habbo

 

Habbo, uno dei 5 social dimenticati
La Home di Habbo

Nel 2012 aveva ancora un senso. Si è scoperto, poi, che veniva usato da pedofili per contattare i giovanissimi giocatori che chattavano nella chat flash bidimensionale di Habbo. Questo ha limitato tantissimo la credibilità di Habbo che, adesso, è definito, su Wikipedia, come il social network finlandese più grande del mondo. Ci permettiamo di aggiungere che ci vuole anche poco ad esserlo.

4. Tagged

Quello che rimane di Tagged
Quello che rimane di Tagged

Tagged è stato il primo social network a permettere di taggare i visi delle persone. Questo significa che, in effetti, almeno agli inizi, era veramente all’avanguardia. Ma, poi, l’ha spuntata Facebook che, magari, all’inizio non era così avanzato come Tagged ma è riuscito a sfondare. La vicenda, vista 10 anni dopo, forse, è riassumibile così: Tagged puntava ai teenager. Facebook, invece, puntava ai giovani adulti. Dove non arriva il software, forse, arriva il marketing. Ed eccoci tutti su Facebook.

5. MySpace

I nuovi profili di MySPace
I nuovi profili di MySPace

E’ il grande malato dei social media mondiali. Passato innumerevoli volte di proprietà, ora non è quasi più rilevante nell’universo dei social media. E sì che, però, se non ci fosse stato MySpace, forse, Facebook sarebbe stato del tutto inconcepibile. Il punto, però, è che MySpace sta cercando di riposizionarsi, focalizzandosi in modo definitivo sulla musica. Che sia la scelta giusta? Che, forse, sia l’unico dei vecchi social network a riuscire a ritornare in auge?

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