Sempre più spazio per la modalità scura. Un numero crescente di app sta implementando questa novità: basti pensare a Gmail, Instagram, Chrome o Google Maps. Anche l’app di messaggistica di proprietà di Facebook, WhatsApp, sta lavorando si è collocata in questa scia e la novità è adesso l’adozione da parte dell’app Facebook. La Dark Mode è infatti comparsa sui device Android con tanto di screenshot che mostrano diverse sfumature di nero e grigio che stanno facendo il giro del web. D’altronde Instagram ha già questa modalità ed è verosimile credere che anche Facebook possa implementarla.

Novità Facebook in arrivo

Di recente Il laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale di Facebook ha sviluppato un sistema in grado di proteggere l’identità delle persone sul video generando un volto falso. Questa tecnologia di de-identificazione funziona in modo molto simile alla controversa tecnologia deepfake che è stata utilizzata per creare video di notizie false e per trasformare i volti delle celebrità e delle persone comuni.

Facebook sta usando la tecnologia per trasformare il volto di una persona in modo che rimanga irriconoscibile dalla tecnologia di riconoscimento facciale. L’ambito della tecnologia può essere ampliato per includere il morphing della voce, i manierismi, il comportamento online di una persona o qualsiasi altro tipo di informazione identificabile da rimuovere. Come con la tecnologia deepfake, il sistema utilizza campioni del video della persona e distorce le immagini. Queste immagini vengono quindi confrontate con le immagini originali e viene generata una maschera adatta dall’aspetto naturale.

Questo è un periodo di grandi novità per la piattaforma di Marck Zuckerberg. Anche Facebook sta infatti iniziando a nascondere il numero di Mi piace ricevuti dai post. Per ora solo in Australia, in fase di test, nell’ambito di quello che viene considerato un passo necessario per alleviare la pressione sociale ovvero per evitare che Facebook diventi un terreno di competizione. Con buone possibilità di implementazione in tutto il mondo, gli iscritti alla piattaforma social non possono visualizzare il numero di reazioni e visualizzazioni video sui post di altre persone, ma possono comunque vedere come gli utenti rispondono alle proprie condivisioni.

Secondo un commissario per la sicurezza elettronica del paese, in Australia un bambino su cinque riferisce di aver subito bullismo informatico. Il problema ha ricevuto l’attenzione nazionale lo scorso anno quando una ragazza di 14 anni – che ha recitato nella pubblicità di un iconico marchio australiano di cappelli – si è suicidata dopo essere stata vittima di bullismo online.

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