Lo scandalo della Cambridge Analytica è servito a qualcosa. Il social network Facebook ha infatti annunciato di aver sospeso 200 applicazioni sulla piattaforma, nel corso di una indagine per accertare se queste abbiano davvero raccolto dati degli iscritti in maniera impropria, ha spiegato ieri il vicepresidente di Facebook, Ime Archibong. A detta del manager del sito di social networking, c’è molto lavoro da fare per trovare tutte le app che possono aver abusato dei dati degli iscritti a Facebook, e questo richiederà tempo. Assicura comunque i suoi iscritti del massimo impegno ovvero che team numerosi di esperti interni ed esterni stanno lavorando duramente per investigare su queste app il più velocemente possibile.

Il processo di analisi delle app

Non solo, ma Archibong ha pubblicamente reso noto come se un’app dovesse rifiutarsi di collaborare verrebbe bannata da Facebook. A ogni modo, il processo di analisi si articola in due passaggi. In prima battuta sono raccolte tutte le app in ordine alfabetico che hanno accesso a più dati del dovuto, sia per le concessioni richieste agli utenti sia per le richieste di dati fuorvianti per l’obiettivo dell’applicazione. Quindi si passa all’aaudit ovvero il range e la quantità delle informazioni raccolte dalle app:. In buona sostanza si filtrano le applicazioni per tipo di autorizzazione richiesta. Nel caso dell’audit alcuni autori di app con richieste insolite possono essere chiamati a condividere i dati legati all’acquisizione di informazioni tramite Facebook.

Il tutto mentre Facebook ha implementato tre aggiornamenti con l’obiettivo di restituire agli utenti il controllo della loro privacy. Il più importante è uno strumento nuovo chiamato Access Your Information: permette di accedere e gestire le proprie informazioni – post, reazioni, commenti e ricerche – e cancellarle definitivamente dai server di Facebook. Una possibilità che in precedenza non esisteva. Privacy shortcut invece è una scorciatoia che consente agli utenti di visualizzare in un solo clic tutte le impostazioni sulla privacy attualmente distribuite su 20 schermate diverse.

L’altro aggiornamento riguarda infine la semplificazione del download di tutto ciò che è stato condiviso su Facebook dal primo giorno di iscrizione, funzione molto usata dagli utenti dopo il datagate per visualizzare la propria storia sul social. Ora questa funzione diventa più selettiva – si possono chiedere solo post, o foto, o link – rendendo così più veloce il download. Gli aggiornamenti sono stati resi disponibili da ieri e arriveranno a cascata in tutto il mondo, Italia compresa. Come già annunciato da Marck Zuckerberg, sarà facilitata la revoca delle app che usano i dati, la miccia che ha acceso il polverone degli ultimi giorni.

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