Il problema c’è, è salito al centro dell’attenzione in Italia in seguito a un servizio della trasmissione televisiva Le Iene e non è una bufala. Al punto che il parlamento russo decide di proibire le chat della morte. Dopo mesi di allarme e una serie di drammatici epiloghi la Duma interviene per contrastare il fenomeno del Blue Whale, creazione di gruppi in Rete che propagandano il suicidio tra i ragazzi. Da venerdì scorso creare queste chat è un reato punibile fino a sei anni di reclusione, anche in assenza di un tentativo di togliersi la vita. Si arriva a otto anni se invece c’è una vittima. I fatti della vicenda poco chiari ma è proprio in Russia che nasce il fenomeno.

La polizia russa non ha però trovato traccia degli oltre 130 teenager che si sarebbero tolti la vita seguendo le indicazioni delle chat, dunque quelle morti in serie non trovano conferma ufficiale, anche se la magistratura di San Pietroburgo sostiene di poter collegare almeno quindici morti ai famigerati gruppi delle Blue Whale. La diffusione di questo gioco è ormai capillare, contagiando tutto il mondo, dall’Irlanda alla Spagna, dalla Grecia alla Polonia arrivando fino in Cina. Anche l’Italia è stata colpita dal fenomeno. Proprio ieri un giovane russo di 19 anni, residente a Cavaglià, nel Biellese, è sospettato di essere coinvolto nel gioco mortale che circola sui social. È indagato per istigazione al suicidio.

Il ragazzo, da quanto si apprende, è stato segnalato ai Carabinieri da un’amica dopo aver ricevuto un suo messaggio con la frase finale del gioco: «Cinquantesimo giorno, vai su un palazzo e buttati». Le indagini sono alle prime battute e la sostituta procuratrice Mariaserena Iozzo lascia aperte tutte le ipotesi, anche quella che si tratti soltanto di un caso di mitomania. Sul suo profilo social, infatti, il ragazzo fa riferimenti al gioco demenziale che istiga al suicidio e ha pubblicato numerose fotografie di braccia tagliate che però non sono le sue. Il 19enne, che ha precedenti per droga, da tempo era conosciuto da servizi sociali e forze dell’ordine.

I carabinieri lo hanno rintracciato a Vercelli, in viale Torricelli, vicino all’area dismessa e ai capannoni abbandonati della ex Chatillon. In Italia, dopo che una minorenne friulana è stata salvata pochi giorni fa dalla polizia postale (il contenuto copiato della memoria dei due smartphone della tredicenne sarà analizzato dalla procura di Udine per cercare «una primaria spiegazione»), si segnala un altro caso a Roma. Una quindicenne di Fiumicino è stata soccorso da un’amica di chat che ha avvisato la polizia. «Metti la testa sui binari e aspetta» era l’ordine che era giunto alla ragazzina. «Mi sto tagliando, non sai che male che fa», avrebbe detto inoltre la giovane all’amica, che agli investigatori ha riferito di fare in fretta: «Dovete intervenire subito perché mi ha detto che fra poche ore si ucciderà». 

Sul suo telefonino e sul PC altre cinque giovani avevano raggiunto lo stesso livello del gioco al suicidio. Dati che lanciano sempre di più l’allarme anche in Italia. Di episodi di emulazioni, se ne sono registrati a Pescara, Salerno, Ravenna, Udine. Ma è a Roma che la situazione sta assumendo i contorni dell’emergenza con episodi registrati a Montesacro e San Paolo. E decine di segnalazioni sono al centro dell’attenzione della polizia.

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