Ottanta persone sono indagate in Italia per aver sbloccato illegalmente il sistema FSD di Tesla. L’inchiesta ricostruisce i metodi usati, i limiti imposti ad alcuni modelli e i rischi per la sicurezza stradale e le conseguenze legali.
La polizia di Seul ha iscritto 80 persone tra gli indagati per aver sbloccato illegalmente il sistema Tesla Full Self-Driving (FSD) e ha sequestrato 21 dispositivi elettronici. L’indagine è partita dopo una segnalazione del Ministero sudcoreano del Territorio, delle Infrastrutture e dei Trasporti. Al centro ci sono modifiche software che avrebbero attivato funzioni non autorizzate su alcune auto.
Il caso richiama l’attenzione sul divario tra la promessa di automazione e l’uso concreto dell’assistenza alla guida. Anche con FSD attivo, chi è al volante deve restare vigile e pronto a intervenire.
Come veniva sbloccato Tesla FSD
Secondo la ricostruzione investigativa, per aggirare i vincoli software di Tesla gli indagati avrebbero usato dispositivi comprati all’estero oppure costruiti in proprio. La procedura viene descritta come jailbreaking: consiste nel modificare le limitazioni impostate dal costruttore. Tra i casi esaminati, un sospettato avrebbe collegato alla propria auto un apparecchio prodotto in Europa. Un altro, impiegato nel settore informatico, avrebbe assemblato uno strumento servendosi di informazioni condivise su GitHub.
Le comunità online avrebbero diffuso anche istruzioni per attivare FSD e nascondere le modifiche. Ora i 21 dispositivi sequestrati sono sottoposti ad accertamenti tecnici, con il coinvolgimento degli organismi competenti. La preoccupazione della polizia è che un sistema alterato risponda in modo diverso da quello previsto oppure interpreti male le condizioni della strada.
Tra gli strumenti finiti sotto esame ci sono anche quelli che simulano la presenza o l’attenzione del conducente, aggirando i controlli con cui l’auto verifica la supervisione. FSD resta un insieme di funzioni avanzate di assistenza alla guida: il conducente mantiene la responsabilità e deve controllare ciò che accade sulla strada.
Perché FSD è limitato ad alcuni modelli
In Corea del Sud, l’abilitazione legale dipende dall’origine del veicolo e dalle autorizzazioni locali. FSD è disponibile su alcuni modelli costruiti negli Stati Uniti, tra cui Model S, Model X e Cybertruck, in base a disposizioni legate all’accordo commerciale tra Seul e Washington. Le Model 3 e Model Y prodotte in Cina, invece, non hanno ricevuto le autorizzazioni di sicurezza necessarie per utilizzare la funzione.
La diffusione resta quindi circoscritta: ad agosto 2026 circolavano in Corea del Sud 229.311 Tesla e 47.458 di queste, il 20,7%, potevano usare FSD legalmente. Configurazione del veicolo e permessi locali stabiliscono quali funzioni siano accessibili. Per i proprietari, gli aggiornamenti software possono cambiare le funzioni abilitate e i controlli dell’auto; gli strumenti di terze parti usati per attivare FSD restano distinti dalle funzioni rese disponibili da Tesla.
Un dispositivo non autorizzato può modificare il comportamento previsto dei sistemi di assistenza. È questo il nodo per chi utilizza l’auto: l’attivazione tramite strumenti esterni interviene su un sistema sottoposto a vincoli del costruttore e alle regole locali.
Rischi stradali e conseguenze legali
L’inchiesta è stata avviata dopo la segnalazione ministeriale dell’aprile 2026, che chiedeva di verificare possibili attivazioni abusive. Agli indagati vengono contestate presunte violazioni delle norme sudcoreane sulla gestione dei veicoli e sugli interventi arbitrari al software, quando possono compromettere la sicurezza. Le sanzioni previste arrivano fino a due anni di reclusione oppure a una multa di 20 milioni di won, circa 15.000 dollari.
La contestazione riguarda chi avrebbe installato o utilizzato gli strumenti. Sul piano della sicurezza, il rischio è che un sistema modificato reagisca in modo imprevedibile proprio mentre il conducente si affida all’assistenza.
Le contestazioni e le sanzioni citate si riferiscono alla normativa sudcoreana. Resta il principio di sicurezza al centro dell’episodio: possedere una Tesla non significa poter delegare la guida. FSD e le altre funzioni di assistenza non sostituiscono l’attenzione di chi conduce; forzare i vincoli con dispositivi non autorizzati può esporre a pericoli e responsabilità.










