PrintAlive bioprinter la stampante 3D che produce lembi di pelle umana

La tecnologia della stampa in 3D sta facendo progressi anche per applicazioni in campo medico. Anche nella famosissima serie TV Grey’s Anatomy una fase cruciale dell’ultima stagione verteva proprio sull’utilizzo di una stampante 3D in ospedale per innesti da utilizzare per la ricostruzione di organi.
La ricerca si sta muovendo anche nella realtà proprio nella stessa direzione, ovvero lo sviluppo di bio-stampanti 3D con cui creare cose complesse come organi umani.

PrintAlive bioprinter nasce in Canada

Nel frattempo alcuni studenti di ingegneria canadesi hanno creato una bio stampante 3D in grado di produrre innesti cutanei per le vittime di ustioni. La nuova stampante sviluppata all’Università di Toronto si chiama PrintAlive e hanno partecipato alla sua creazione diversi studenti di ingegneria e ricercatori.

Generalmente cosa avviene in caso di grave ustione?

Il procedimento classico per i pazienti vittime di ustioni gravi è quello che prevede il prelievo di un lembo di pelle da un altra parte del corpo per posizionarlo nella parte lesa. Si tratta comunque di una operazione dolorosa e comunque prevede l’asporto da un altro punto del corpo.

Larghi strati di tessuto continuo

Questa bio stampante 3D PrintAlive permette di stampare larghi strati di tessuto continuo con follicoli piliferi e giandole sudoripare su un idrogel. La pelle, come ogni parte del corpo umana, è un tessuto complesso e come in ogni trapianto c’è il rischio di rigetto. In questo caso il rischio viene eliminato perché vengono utilizzate per la produzione del tessuto cellule del paziente, in questo modo il tessuto non viene rifiutato dal sistema immunitario.

Una rivoluzione per i paesi in via di sviluppo

PrintAlive bioprinter dalle dimensioni ridotte
PrintAlive bioprinter dalle dimensioni ridotte

Una particolarità di questa bio stampante 3D è che non è più grande di un normale micro onde, ovvero la sua portabilità è altissima e questo consentirebbe interventi in paesi in via di sviluppo rivoluzionando la cura delle ustioni nelle aree rurali e più remote.
Lo studio è nato nel 2008 e questa stampante è una stampante di seconda generazione, per ora è stata testata sui topi e il prossimo passaggio sarà sui maiali per giungere a trial clinici sull’uomo nell’arco dei prossimi due anni, per questa ricerca il team è stato recentemente premiato con il James Dyson Award che consentirà un ulteriore passo in avanti nello sviluppo.