La mappa di Marte è stata realizzata dalla U.S. Geological Survey insieme all’Università dell’Arizona
La mappa di Marte è stata realizzata dalla U.S. Geological Survey insieme all’Università dell’Arizona

Il pianeta rosso, ormai, sta perdendo il suo alone di mistero. La Nasa, infatti, è riuscita a tracciare una mappa di Marte dettagliata e ad alta risoluzione come mai prima d’ora.

Il progetto

L’U.S. Geological Survey, (USGS) con la partnership dell’Università dell’Arizona, ha elaborato i dati forniti dalla telecamera ottica Thermal Emission Imaging System e da quelli a infrarossi, sempre provenienti dall’orbiter della Nasa Mars Odyssey. Come ha dichiarato Robin Fergason dell’USGS, uno degli autori dell’eccellente risultato, più di 20 mila sono state le riprese effettuate in notturna dalla camera Themis, creata appositamente per resistere ad alte temperature.

La mappa

La mappa è attualmente consultabile online sia per i ricercatori che per i curiosi e appassionati di Marte.

Rivelazioni

Dallo studio del suolo marziano si è potuto notare che la superficie del pianeta rosso ha più anni di quelli che ci si aspettava. Infatti, le zone di suolo che hanno avuto origine nel Primo Noachiano, ovvero dai 4,1 ai 3,7 miliardi di anni fa, sono di ben tre volte più distese rispetto a quello che ci si immaginava. Queste informazioni sono molto utili per la Nasa poiché così si potrà definire quale sarà il luogo più adatto dove il prossimo rover potrà atterrare. Infatti, un clone di Curiosity ma con caratteristiche più avanzate, potrebbe toccare Marte nel 2020.

Immagini agli infrarossi

Si è potuto anche capire quale fosse l’inerzia termica, ovvero il tempo impiegato da ogni parte di suolo per riscaldarsi e raffreddarsi durante il giorno e la notte marziani. Grazie a ciò, si può conoscere la composizione della superficie. Le zone con una gradazione di colore più scura, per esempio, rappresentano i sedimenti fini come fango, sabbia o polvere, i quali cambiano temperatura molto in fretta e dunque hanno valori di inerzia termica bassi. Al contrario, le zone più chiare rappresentano regioni fatte di roccia o ghiaia, laddove la temperatura varia più lentamente e l’inerzia termica è più alta.