Tesla abbandona il nome Full Self-Driving per adeguarsi alle norme europee sulla guida autonoma. Restano da ottenere le necessarie autorizzazioni: ecco cosa cambia, nell’attesa, per chi guida in Italia.
Perché Tesla abbandona il nome FSD
Il ministero tedesco aveva giudicato fuorviante la dicitura precedente. Il sistema può occuparsi di operazioni come sterzare, accelerare e frenare, mentre il conducente deve sorvegliare la strada e intervenire quando serve. La responsabilità resta a chi guida. La formula Assisted Driving, traducibile con guida assistita, rende più chiaro questo ruolo.
L’intesa è stata annunciata dalla Germania dopo i colloqui con Tesla di settembre 2026. La società ha poi adottato il nuovo nome sui siti europei, compreso quello italiano; negli Stati Uniti continua a usare Full Self-Driving (Supervised). Cambia così il modo in cui il prodotto viene presentato nei diversi mercati. In Europa il sistema rientra tra le forme avanzate di assistenza alla guida e richiede la supervisione del conducente.
La questione ha conseguenze regolatorie e pratiche. Le autorità europee hanno contestato che il vecchio nome potesse suggerire un’autonomia superiore a quella effettiva, considerato che chi è al volante deve mantenere una supervisione attiva. Anche in Italia erano stati sollevati dubbi: nome e promozione potevano far pensare a funzioni non supervisionate.
Quale via libera è ancora necessario
Il primo via libera europeo è arrivato nei Paesi Bassi nell’aprile 2026. L’ente RDW, responsabile dell’omologazione dei veicoli, ha rilasciato un’approvazione provvisoria sulla base dell’articolo 39 del regolamento UE 2018/858. Altri Stati possono riconoscerla sul proprio territorio: otto Paesi lo avevano già fatto e, a metà ottobre 2026, la Slovacchia si è aggiunta, diventando il nono mercato indicato.
Per estendere il sistema attraverso la procedura europea, la proposta deve passare dal Comitato tecnico per i veicoli a motore, composto da Commissione e Stati membri. Servono almeno 15 Paesi su 27 e il 65% della popolazione UE. La discussione è stata rinviata a dicembre 2026; nel frattempo alcuni governi, tra cui quello francese, stanno svolgendo ulteriori verifiche. L’appoggio annunciato da Berlino può favorire Tesla, mentre l’uso in Italia resta legato alle decisioni e alle autorizzazioni previste per il mercato locale.
La norma tecnica UN R171 disciplina i sistemi di assistenza al controllo del conducente. In questa categoria rientra la tecnologia approvata nei Paesi Bassi. Per i proprietari italiani contano quindi le condizioni d’uso applicabili sul territorio e la configurazione approvata: le funzioni disponibili seguono il quadro autorizzativo del mercato nazionale.
Che cosa cambia per chi guida in Italia
La versione europea autorizzata può assistere il conducente in manovre articolate, compresi incroci e rotatorie. Richiede attenzione costante e la prontezza a riprendere il controllo. Il sistema di supervisione dell’abitacolo monitora lo sguardo; dove è consentito guidare senza tenere le mani sul volante, gli occhi devono comunque restare sulla strada.
Tra le versioni europee cambiano anche le condizioni sulla velocità. Quella olandese consente, in determinate circostanze, un’impostazione fino al 50% oltre il limite rilevato. L’intesa tedesca indica invece un tetto del 10%, mentre la Svezia ha chiesto di eliminare del tutto il superamento dei limiti. Le regole d’uso, dunque, possono differire da un Paese all’altro anche quando il prodotto è presentato con una denominazione comune.
Negli Stati Uniti Tesla mantiene il nome Full Self-Driving (Supervised); in Europa usa Tesla Assisted Driving. Per chi guida in Italia, il cambiamento riguarda soprattutto l’etichetta commerciale e il modo in cui viene comunicata la responsabilità del conducente. Le funzioni utilizzabili restano legate alle autorizzazioni e ai limiti stabiliti per il mercato locale. Tesla punta ora a ottenere un’approvazione europea più ampia: la discussione sulla proposta è prevista a dicembre 2026.










