Il momento è quello giusto perché mai come adesso Seat si trova nelle condizioni di lanciare la sfida ad Alfa Romeo. O almeno è questa la convinzione di Volkswagen, che ha fatto suo il marchio nel 1985, pronta a rilanciare il brand spagnolo dopo aver messo a posto i conti. La sfida si concluderà con un successo?

Proprio il marchio italiano è allora finito nel mirino. Da una parte c’è allora l’orgoglio italiano di aver creato e mantenuto in vita un nome apprezzato e rispettato, al di là della riduzione del numero di auto prodotte. Ma dall’altra ci sono le strategie aggressive di un gruppo in eterna attesa del salto di qualità. Quello che dovrebbe permettergli di entrare nell’Olimpo dei grandi. I numeri sembrano consentire a Seat di fare sul serio perché la società è in utile e le ultime mosse sono state indovinate.

Per dirla con le parole del ceo Herbert Diess, Seat può conquistare i più giovani che non ricordano la tradizione sportiva dell’Alfa Romeo, ma apprezzano i due modelli ultimi arrivati, la Giulia e lo Stelvio. Sarà decisivo il posizionamento e il corretto perseguimento degli obiettivi fissati dalle quattro parole chiave individuate per il futuro di Seat: giovane, sportivo, desiderabile ed emozionale.

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