Adesso c’è la prova o meglio, ci sono i numeri a testimoniare come il car sharing freni l’acquisto di auto nuovo. E fin qui niente di nuovo. La novità che emerge dalla presentazione del report “Mobilità condivisa – verso l’era del robotaxi”, a firma di AlixPartners, società di consulenza aziendale, è piuttosto un’altra: la diffusione di forme alternative di mobilità. Come quella che suggerisce lo stesso titolo dello studio, il robotaxi. Si tratta di una svolta di rilievo, i cui cittadini sono tra i più fissati sul concetto di proprietà dell’auto e storicamente meno attratti dalla condivisione del mezzo. Ma i tempi cambiano, le tecnologie si affinano e il mercato ne trae le conseguenze.

Verso l’era del robotaxi

La fotografia attuale è presto detta: il 61% degli utenti italiani dichiara di non aver avuto bisogno o voluto acquistare un’auto per via del ricorso di servizi di smart mobility. E, sorpresa, in Europa la media è più bassa, attestandosi tra il 50% e il 60%. Per quanto riguarda norme e autorizzazioni secondo il 40% degli intervistati, gli operatori di ride sharing dovrebbero rispettare le stesse regole osservate dal mondo dei taxi. In Italia il 17% pensa che i primi debbano attenersi a disposizioni più severe mentre il 21% lascerebbe più libertà da vincoli. Ritengono poi che costi, trasparenza dei prezzi e disponibilità sono le leve per aumentare la diffusione di queste forme di mobilità alternativa e condivisa tra gli utenti, anche sconosciuti, soprattutto nelle grandi città.

Provando infine a dare qualche numero, secondo gli ultimi dati disponibili gli utenti di car sharing in Europa sono 4,5 milioni, con Germania e Italia davanti a tutti. Insieme rappresentano il 60% degli utenti, rispettivamente con il 40% e il 20%. Rispetto all’utilizzo più recenti di uno dei mezzi di trasporto nelle aree metropolitane, il 76% degli italiani ha citato quelli pubblici, il 61% i taxi, il 35% il car sharing e il 27% il ride sharing.

Trend consolidato per il futuro

Come spiegato da Giacomo Mori, managing director AlixPartners, la mobilità condivisa sta trasformando il modo in cui le persone di tutto il mondo utilizzano i veicoli, cominciando a preferire la disponibilità di un’auto anziché la sua proprietà che implica un investimento anche di rilievo per rimanere poi inutilizzata per la maggior parte del giorno. Nel corso del tempo, rivea di attendersi che queste tendenze si consolidino e abbiano un impatto crescente sulla quantità di veicoli personali di proprietà. Questo significa che, sia l’industria automobilistica tradizionale sia i nuovi operatori inizieranno ad adattarsi per stare al passo con le aspettative e le inclinazioni dei consumatori.

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