Le basi per lo sviluppo del 5G e l’Internet delle cose in Europa, con nuove regole che incentivano gli investimenti nella banda larga ultraveloce, spingendo in particolare il modello Open Fiber di operatori che si occupano solo di infrastrutture. E una sostanziosa serie di misure a tutela dei consumatori, tra cui il taglio dei costi delle chiamate internazionali all’interno dell’Unione europea a massimo 19 centesimi al minuto e 6 per gli sms, e più diritti per rescindere o modificare gli abbonamenti, anche quelli tv, telefono e Internet. Oltre all’avvio di un 112 al contrario in ogni Paese, che allerti i cittadini in caso di emergenze come terrorismo o disastri.

Impianto valido per i prossimi 10 anni

Sono gli elementi chiave del nuovo Codice dell’Unione europea per le telecomunicazioni, su cui è stato raggiunto un accordo per il prossimo decennio. A completare la riforma, il lancio del primo programma quadro per il digitale della storia dell’Unione europea, una busta da 9,2 miliardi di euro nel bilancio dell’Unione europea 2021-2027 per sviluppare intelligenza artificiale, cybersecurity, supercomputer, tecnologie e competenze digitali. A questi si aggiungono altri 3 miliardi di euro per investimenti nella broadband. Questo accordo è essenziale per rispondere ai sempre crescenti bisogni di connettività e spingere la competitività dell’Europa, è l’obiettivo dichiarato dal vicepresidente della Commissione europea per il mercato unico digitale Andrus Ansip.

Ci sono voluti due anni perché arrivasse in porto, con la missione di far recuperare all’Unione europea il ritardo tecnologico accumulato dall’industria europea rispetto a Stati Uniti e Cina, che già solo sull’intelligenza artificiale investono rispettivamente il doppio e il triplo dell’Europa. Le nuove regole spingono sul modello wholesale only, ovvero operatori il cui business è solo la rete, per accelerare gli investimenti nelle infrastrutture e aumentare la concorrenza tra i fornitori di servizi con vantaggi per i consumatori. Per Bruxelles viene eliminato il conflitto d’interesse degli operatori tradizionali con vecchia rete in rame più i servizi.

In base alle nuove norme sul co-investimento viene data loro la possibilità di mettersi insieme per investire in nuove reti, ma con valutazioni caso per caso per evitare problemi di concorrenza. È rivisto il sistema delle frequenze, con l’assegnazione dello spettro per 20 anni, anche se al ribasso rispetto ai 25 previsti prima. L’intesa ha sottolineato il presidente di Open Fiber Franco Bassanini, è importante anche per l’Italia, in quanto conferma a livello continentale la validità del modello di business scelto.

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