Immuni è l’app di tracciamento, realizzata dall’azienda Bending Spoons e scelta dal governo, per individuare persone potenzialmente infette dal coronavirus prima che emergano i sintomi. Con l’app, che sarà scaricabile (forse sin dal prossimo mese di maggio) dal Play Store di Google per smartphone e tablet equipaggiati con sistema operativo Android e dall’Apple store per iPhone e iPad, ogni utilizzatore tiene una sorta di diario clinico. Quando uno dei soggetti che utilizza l’app risulta positivo, scatta un meccanismo che abbina al positivo gli altri utenti di Immuni cui si è avvicinato.

Immuni, come funziona e chi la utilizza

Sulla base della tabella di marcia, che potrebbe comunque subire alcune modifiche, nei prossimi giorni comincerà la sperimentazione del software Immuni. I codici generati quando la app entra a stretto contatto con un altro smartphone che usa lo stesso servizio, finiscono in un apposito registro. Se una persona risulta positiva al test del coronavirus, permette di farlo sapere a coloro con cui è stata a stretto contatto entro i 14 giorni precedenti.

Ma tutto è anonimo e di conseguenza non ci sarebbero problemi in merito al delicatissimo tema del trattamento della privacy degli utenti. Gli utenti della stessa app saranno avvisati, ma senza dettagli su quando, come e con chi è avvenuto il contatto.

Per scelta di Consiglio e Commissione europei, l’uso sarà volontario ovvero il governo non può imporre alcun utilizzo. Per essere efficace, si valuta che il sistema debba essere utilizzato dal 60% della popolazione. Permetterà di conoscere con tempestività un rischio infezione prima che si manifestino i sintomi, e di intervenire. Il server centrale, con un algoritmo, avvisa grazie all’app chi è entrato in contatto con un utente risultato malato. Il Gps degli smartphone potrà servire, anch’esso in maniera completamente anonima, per individuare luoghi pubblici da sanificare.

Per quanto riguarda la questione altrettanto importante della privacy, spesso decisiva per bloccare numerose iniziative, attraverso il Bluetooth, due o più utilizzatori dell’app vicini tra loro generano in modo casuale, e si scambiano, altrettanti codici criptati che permetteranno poi di inviare una notifica nel momento in cui si dovesse rendere necessario.

L’app Immuni non è associata a numero di telefono, nome, indirizzo o codice fiscale. Della persona non sa nulla. Oltre al Bluetooth, potrà sfruttare – ma ciò avverrà solo se sarà presa una decisione politica – il localizzatore Gps.

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