C’è più di un aspetto paradossale nella vicenda degli operai della Motori Minarelli di Calderara di Reno, nel Bolognese, licenziati dopo mesi di trattative e a fronte di una liquidazione di 75.000 euro lordi e poi riassunti per incapacità dell’azienda di fare fronte agli ordini. Ecco allora che i sindacati tornano alla carica chiedendo all’azienda del colosso Yamaha un piano industriale di rilancio più strutturato e che offra certezze agli operai. Più esattamente sono in 13 a rientrare nei ranghi rispetto ai 58 iniziali. Le organizzazioni sindacali non le mandano a dire, spiegando come a volte la realtà supera la fantasia e si dicono sconcertati degli errori di valutazione al momento dei licenziamenti. Anche se non negano di essere contenti del rientri nei posti lavoro, seppure a tempo determinato.

Andando però più a fondo della vicenda, al termine della trattativa era stato stabilito che se la società si fosse trovata davanti a un aumento delle commesse avrebbe dovuto prima chiamare loro. E così ha fatto, anche se non tutti gli operai avevano accettato la proposta.

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