Eni ha inaugurato un nuovo capitolo nella ricerca e nello sviluppo tecnologico con il lancio di Eniquantic, una joint venture con ITQuanta, startup specializzata in tecnologie quantistiche. Questo progetto integra calcolo classico e computazione quantistica, ponendosi l’obiettivo di affrontare sfide complesse nel settore energetico e industriale. Eniquantic si concentra su applicazioni avanzate per migliorare la sostenibilità, accelerare la transizione energetica e rafforzare il posizionamento di Eni nel panorama globale dell’High-Performance Computing (HPC).
Il ruolo strategico del calcolo quantistico
Il calcolo quantistico è una delle frontiere più promettenti dell’innovazione tecnologica. A differenza dei tradizionali computer classici, i computer quantistici sfruttano le proprietà della meccanica quantistica, come la sovrapposizione e l’entanglement, per risolvere problemi che richiederebbero migliaia di anni di elaborazione da parte dei sistemi convenzionali. Eniquantic, in particolare, si propone di integrare queste potenzialità con le già avanzate risorse di calcolo di Eni, come il supercomputer HPC5, per sviluppare soluzioni ad alto impatto in ambiti importanti.
Eniquantic punta a sviluppare un sistema quantistico full-stack, che integri hardware, software, firmware e cloud computing. Alla base di questa tecnologia ci sono atomi ultrafreddi di itterbio, intrappolati e manipolati tramite laser per creare un registro quantistico altamente preciso e stabile. Questo approccio innovativo è frutto della collaborazione tra Eni e i fisici di ITQuanta, riconosciuti a livello internazionale per le loro competenze in fisica atomica e computazione quantistica.
La scelta di utilizzare una piattaforma integrata consente di personalizzare le soluzioni per i casi d’uso specifici di Eni, migliorando l’efficienza e riducendo i costi di sviluppo. Inoltre, questa infrastruttura mira a garantire elevati standard di sicurezza informatica, fondamentale in un contesto in cui i dati e le simulazioni rappresentano asset strategici.
Applicazioni pratiche del progetto
Le applicazioni di Eniquantic si estendono a numerosi settori, con un focus particolare su energia e sostenibilità. Una delle aree principali riguarda la generazione e lo stoccaggio di energia, dove il calcolo quantistico potrebbe migliorare l’efficienza produttiva delle risorse rinnovabili, come solare ed eolico. Altre applicazioni includono la modellazione avanzata della materia, utilizzando simulazioni molecolari per sviluppare nuovi materiali in grado di supportare tecnologie come la fusione nucleare a confinamento magnetico, considerata una delle soluzioni energetiche più promettenti per il futuro.
Il progetto prevede l’utilizzo del quantum computing per affrontare sfide complesse nell’analisi di dati. Comprende il miglioramento delle operazioni lungo la catena del valore energetico, dalla gestione del trading di energia all’ottimizzazione della logistica e dei processi di produzione.
Il progetto Eniquantic si inserisce nella strategia di Eni per supportare la transizione energetica. L’integrazione del calcolo quantistico con i sistemi esistenti non solo migliorerà l’efficienza dei processi, ma accelererà anche l’adozione di tecnologie sostenibili. Questo contribuirà a ridurre l’impronta carbonica delle operazioni aziendali, allineandosi agli obiettivi globali di decarbonizzazione.
L’iniziativa mira a creare un ecosistema in cui le tecnologie emergenti diventino il motore di una crescita economica sostenibile. Attraverso la collaborazione con startup e università, Eniquantic potrebbe diventare un polo di innovazione per l’intero settore energetico, stimolando la ricerca e lo sviluppo di nuove applicazioni del quantum computing.
Sebbene il progetto sia ancora nelle sue fasi iniziali, Eniquantic ha già mostrato il suo potenziale. I prossimi passi prevedono l’espansione delle capacità del sistema, l’integrazione con infrastrutture europee di calcolo quantistico e lo sviluppo di partnership strategiche con istituzioni di ricerca e aziende tecnologiche. Un aspetto cruciale sarà anche la creazione di normative e standard per garantire un utilizzo sicuro e trasparente di queste tecnologie.










