Qualcomm ha reso pubblica la sua previsione di vendere nel 2020 200 milioni di smartphone 5G, compresi i dispositivi di punta che verranno lanciati il prossimo autunno. Gli smartphone 5G di nuova generazione dovrebbero permettere di vedere video o giocare su reti mobile in condizioni migliori rispetto a una connessione Wi-Fi.

Una volta che le reti 5G saranno ampiamente disponibili l’anno prossimo, Qualcomm, il più grande fornitore al mondo di chip per cellulari, e i suoi concorrenti ne trarranno beneficio perché gli smartphone richiederanno processori più potenti per ottenere l’aumento di velocità. La stima dei dispositivi 5G di Qualcomm è quasi del 60% superiore rispetto alle previsioni 123,5 milioni della società di ricerca IDC e 120 milioni di Goldman Sachs.

Qualcomm e Apple, storia di gioie e dolori

Solo di recente Qualcomm ha vinto la sua battaglia legale contro Apple, accusata di aver violato un brevetto. I componenti contestati sono quelli utilizzati su iPhone 7, iPhone 8 e iPhone X. Questa “è l’ultima vittoria nella nostra disputa legale” contro l’azienda della mela morsicata, aveva rimarcato Qualcomm. Le grane per Apple sembrano non finire mai. Anche per via di una precedente vicenda che coinvolto Qualcomm, accusata di aver pagato Apple per fermare i rivali, Intel su tutti. Le somme pagata all’azienda di Cupertino – stando alle contestazione che sono state mosse – sfiorerebbero il miliardo di dollari.

Stando alla ricostruzione in sede europea, non è per meriti industriali che Qualcomm, gigante dei chip per smartphone e tablet, ha avuto la meglio su una concorrenza preparata e agguerrita diventando il più grande produttore al mondo. Ma perché avrebbe sistematicamente pagato Apple affinché si rifornisse da lui per dotare iPhone e iPad dei chip Lte che li collegano alla rete mobile 4G.

La Commissione europea le ha inflitto una maxi-multa da quasi un miliardo di euro per abuso di posizione dominante. A onor di cronaca, si tratta della stessa accusa che ha portato alle ammende Microsoft e Google. Qualcomm respinge le contestazione che le sono mosse e annuncia il ricorso alla giustizia europea.

L’abuso sarebbe cominciato nel 2011, quando l’azienda ha stretto un accordo molto vantaggioso con Apple, poi finito nel mirino dell’antitrust dell’Unione europea: le avrebbe versato somme significative a condizione che comprasse da lei tutti i chip per smartphone e tablet. Le cifre corrisposte – sostiene l’Unione europea – sfiorano il miliardo di dollari, incassato da Cupertino, che è paradossalmente parte offesa.

L’accordo è stato rinnovato nel 2013, esteso fino alla fine del 2016, e chiariva che i pagamenti sarebbero finiti se Apple avesse commercializzato un prodotto con chip forniti da un rivale di Qualcomm. Non solo: Apple avrebbe dovuto restituire la maggior parte dei fondi ricevuti in passato se avesse cambiato fornitore.

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