Una piattaforma dei pagamenti chiamata Target 2 regola i trasferimenti di denaro da una nazione all’altra dell’ue e potrebbe far saltare l’euro vista la situazione di saldi in cui si trova.
Ne fanno uso sia dalle banche centrali sia dalle banche commerciali per trattare pagamenti in euro in tempo reale. Succede però che il sistema che regola i flussi di denaro tra i Paesi che partecipano alla moneta unica ha indebitato le banche centrali delle economie più deboli in favore di quelle più forti. E se nelle prime rientra l’Italia, nelle seconde c’è la Germania. Il problema si pone al momento della necessità di recuperare quei soldi se un Paese esce dall’euro. Come riavere indietro quel denaro?

E qui entrano in gioco quelle due parole ascoltate molto spesso nelle ultime settimane: piano B. Le ripete il ministro italiano Paolo Savona, ma sono finite anche sulla bocca di economisti tedeschi. E che la possibilità di uscita dall’euro sia una delle opzioni contemplate è dimostrato da uno studio redatto da Cristoph Schmidt, Hans Werner Sinn e Karl Konrad, esperti vicini alla cancelliera Angela Merkel, in cui si legge chiaramente della necessità di elaborare un piano B.

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