Il Motorola Razr 60 non è soltanto un altro smartphone pieghevole: è il segnale che il marchio americano, oggi parte di Lenovo, intende riaffermare la propria identità nel mercato globale con un prodotto che combina design iconico e tecnologia di frontiera. La scelta del nome non è casuale: richiama uno dei cellulari più amati dei primi anni Duemila, reinterpretato però con materiali e funzioni che rispondono alle esigenze di un pubblico che oggi chiede schermi ampi, connettività veloce e strumenti intelligenti per gestire informazioni e contenuti.
A rendere questo modello interessante è l’introduzione di Moto AI, la piattaforma di intelligenza artificiale sviluppata da Motorola per accompagnare l’utente in ogni attività quotidiana. A differenza di altre soluzioni che restano confinate a funzioni marginali, Moto AI promette di incidere sul cuore dell’esperienza d’uso: dai riassunti delle notifiche alla trascrizione automatica delle riunioni, passando per la generazione di contenuti grafici e la creazione di playlist personalizzate. È un approccio che non punta a stupire soltanto con effetti speciali, ma a migliorare davvero l’interazione con il dispositivo.
In un mercato dove molti pieghevoli cercano di sorprendere con soluzioni eccentriche, Motorola sembra voler sottolineare la concretezza: un telefono che si piega senza spezzarsi, che dura nel tempo e che integra un assistente intelligente capace di adattarsi ai contesti. È una dichiarazione di intenti che strizza l’occhio a chi non vuole più dispositivi fragili o esperienze software acerbe, ma un equilibrio tra innovazione e affidabilità.
Design, materiali e resistenza
Motorola Razr 60 affronta uno dei nodi storici dei pieghevoli, la robustezza della cerniera, con un meccanismo rinforzato che riduce la visibilità della piega sul display interno e rende più naturale l’apertura e la chiusura. La geometria a goccia del pannello pOLED contribuisce a distribuire meglio le sollecitazioni, riducendo lo stress e garantendo una maggiore continuità visiva.
L’altra grande novità è la certificazione IP48, che protegge il dispositivo da polvere e immersioni limitate, un dettaglio raro nel segmento dei flip phone. A completare la protezione ci sono il vetro Corning Gorilla Glass Victus e le scelte estetiche che permettono di optare tra nylon, eco-pelle o acetato per il retro. Il peso contenuto, pari a 188 grammi, e le dimensioni compatte da chiuso lo rendono maneggevole, mentre da aperto restituisce un’esperienza pari a quella di un tradizionale smartphone a schermo intero.
Il messaggio che Motorola vuole trasmettere è chiaro: non più compromessi tra stile e durata, ma un prodotto che può essere usato ogni giorno senza l’ansia di graffi, infiltrazioni o cedimenti della cerniera. La frase “si piega ma non si spezza” diventa quindi non soltanto uno slogan, ma una vera e propria filosofia di design.
Schermi e interfaccia
All’interno troviamo un display pOLED LTPO da 6,9 pollici con risoluzione FHD+, refresh adattivo fino a 120 Hz e picco di luminosità da 3.000 nit. È un pannello che non teme confronti con i migliori schermi tradizionali, capace di restituire immagini vivide, neri profondi e un’ottima leggibilità sotto la luce diretta del sole. La compatibilità con HDR10+ e la certificazione Pantone completano un’esperienza visiva che si avvicina molto a quella di un device premium non pieghevole.
Quando il telefono è chiuso, lo schermo pOLED da 3,6 pollici diventa il fulcro dell’interazione. Non si tratta più di un display secondario limitato a poche funzioni: qui si possono gestire notifiche, controllare la musica, rispondere a messaggi e perfino lanciare alcune app senza dover aprire il dispositivo. La frequenza di aggiornamento a 90 Hz e la luminosità fino a 1.700 nit rendono l’esperienza rapida e piacevole.
L’integrazione tra i due schermi è stata curata in modo da permettere un passaggio fluido delle applicazioni dall’uno all’altro, senza interruzioni o ritardi. In questo modo l’utente ha la possibilità di scegliere quando immergersi completamente nello schermo principale e quando limitarsi a interazioni veloci con quello esterno, risparmiando tempo e preservando la meccanica della cerniera.
Hardware, autonomia e ricarica
Al cuore del Razr 60 batte il MediaTek Dimensity 7400X, un chip a 4 nanometri progettato per bilanciare prestazioni e consumi e per offrire il massimo nelle applicazioni AI. La presenza di una NPU dedicata consente di elaborare molte funzioni direttamente sul dispositivo, riducendo la dipendenza dal cloud e migliorando la privacy.
Il dispositivo offre 8 GB di RAM LPDDR4X, espandibili virtualmente grazie alla funzione RAM Boost, e 256 GB di memoria interna UFS 2.2, uno standard che garantisce velocità adeguate per la fascia di prezzo, anche se non rappresenta il top assoluto disponibile oggi.
La batteria da 4.500 mAh è una delle più generose tra i pieghevoli compatti e permette di coprire senza problemi una giornata di utilizzo intenso. La ricarica rapida TurboPower da 30 W e la ricarica wireless da 15 W offrono flessibilità: con un quarto d’ora di ricarica via cavo si ottiene già una riserva utile per proseguire la giornata, mentre la modalità wireless si rivela comoda per l’uso domestico o in ufficio.
Fotocamere e intelligenza artificiale
Il comparto fotografico è affidato a un sensore principale da 50 MP e a un ultra-wide da 13 MP, accompagnati da una fotocamera interna da 32 MP. La vera forza del formato pieghevole è la possibilità di utilizzare le fotocamere principali anche per i selfie, sfruttando lo schermo esterno come mirino, una soluzione che migliora nettamente la qualità degli autoscatti e dei vlog.
Qui entra in gioco la parte software: Moto AI ottimizza gli scatti in tempo reale, correggendo esposizione e colori, suggerendo inquadrature e stabilizzando le immagini in condizioni difficili. Le modalità speciali includono effetti di time-lapse, scatti a mani libere con gesture e una funzione “photo booth” che riproduce l’esperienza della cabina fotografica.
Motorola non cerca di sfidare i camera-phone più estremi sul piano della scheda tecnica, ma punta a offrire una qualità costante, senza grandi sorprese tra uno scatto e l’altro. È un approccio pragmatico, reso più efficace dall’integrazione dell’intelligenza artificiale, che rende il comparto fotografico adatto tanto all’uso social quanto a quello più personale.
Prezzi e disponibilità
Il Motorola Razr 60 viene proposto in Europa a partire da 799 euro, una cifra che lo colloca nella fascia media-alta del mercato e lo rende uno dei pieghevoli più accessibili. Accanto a lui c’è il fratello maggiore, il Razr 60 Ultra, che sale a 1.299 euro e si rivolge a chi cerca prestazioni fotografiche e hardware più spinto.
Il rollout europeo è partito nella primavera del 2025, con Germania e Irlanda come primi mercati, e si sta estendendo progressivamente ad altri Paesi. La strategia è chiara: consolidare la presenza nel segmento pieghevoli, ancora di nicchia, ma in rapida espansione, e sfruttare l’appeal di un prezzo competitivo per convincere gli indecisi.
Con il Razr 60, Motorola vuole dimostrare che i pieghevoli possono essere non solo affascinanti, ma anche affidabili e concreti. L’aggiunta di Moto AI è il tassello che proietta l’esperienza utente oltre la semplice forma, trasformando il telefono in un compagno di vita digitale capace di adattarsi e imparare.










