Instagram ha aggiunto un miliardo di utenti ma 95 milioni, cioè quasi uno su dieci, potrebbe essere formata da robot, cioè degli account che si presentano come umani ma sono programmati da sotftware. Lo rivela un nuovo studio, condotto per The Information dalla società di ricerca Ghost Data. Gli account controllati dai robot sono uno dei fattori chiave della diffusione di notizie false, cioè di quelle fake news di propaganda politica che hanno invaso i social network in vista delle elezioni presidenziali Usa del 2016. Quegli scandali hanno preso corpo principalmente su Facebook, WhatsApp e su Twitter, ma secondo gli esperti Instagram potrebbe essere la prossima frontiera della guerra alla disinformazione. WhatsApp e Instagram sono tutti di proprietà di Facebook.

Ma quale futuro secondo Zuckerberg?

Dopo essersi ritrovato nell’occhio del ciclone per via dello scandalo di Cambridge Analytica, che ha travolto Facebook, Mark Zuckerberg ha dovuto affrontare la conferenza annuale della sua azienda. Naturalmente ha parlato di novità in merito al trattamento dei dati personali, presentando una nuova funzione del social che permetterà di cancellare in pochi click le informazioni raccolte sulle nostre abitudini di navigazione. Si chiamerà Cancella il passato e funzionerà un po’ come l’opzione del browser che ci permette di eliminare i cookie di navigazione.

Tuttavia, non c’è solo questo. Secondo quanto riportato alcuni giornali inglesi, Zuckerberg guarda al futuro e intravede la possibilità di realizzare la fusione tra identità reale e fisica. D’altronde il social si sta muovendo da tempo in questa direzione ad esempio con i concerti a cui partecipare in realtà virtuale.

Il tutto mentre Snapchat sta introducendo un nuovo formato di annunci pubblicitari per la sua app. Durano sei secondi e non possono essere saltati. Lo ha riportato per primo il sito americano AdAge. Per ora, però, questo tipo di sponsorizzazioni non riguardano noi utenti italiani perché sono mostrate solo prima degli Show, produzioni realizzate da partner di Snapchat come Walt Disney, NBCUniversal e Viacom, solo per il pubblico americano. Tra le prime pubblicità da sei secondi citiamo un microtrailer del gioco Deadpool 2 e prodotti come il Samsung Galaxy S9. Gli annunci pubblicitari su Snapchat ci sono dal 2014, ma prima di questa novità tutti gli spot mostrati nelle stories potevano essere saltati. Il cambio di direzione potrebbe essere dovuto all’insoddisfazione di molte aziende che investono in pubblicità sull’app, secondo le quali la media di visione delle inserzioni era di appena due secondi: un tempo troppo breve.

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