Facebook sta pianificando un cambio di nome già per la prossima settimana per evidenziare il suo impegno nella creazione del suo metaverso. Il cambio di nome potrebbe posizionare l’app di Facebook come uno dei tanti prodotti di una società madre, che supervisionerebbe anche Instagram, WhatsApp, Oculus e le altre attività del gigante tech. Un metaverso si riferisce ad ambienti di mondi virtuali condivisi, a cui le persone possono accedere tramite Internet.

Il termine può riferirsi a spazi digitali, resi più realistici dall’uso della realtà virtuale o della realtà aumentata. Non è la prima volta che un gigante del web cambia nome. Nel 2015, Google è rimpatriata con il nome Alphabet, per posizionarsi non solo come motore di ricerca, ma anche come azienda con molteplici rami della tecnologia. In misura minore, Snapchat ha adottato il nome Snap nel 2016, al fine di separare il social network dalle sue ambizioni tecnologiche, come gli occhiali Spectacles.

Facebook cambia nome alla holding

La società Facebook, sotto il faro di regolatori e legislatori per le sue pratiche commerciali, sta pianificando di rinnovarsi con un nuovo nome che si concentri sul metaverso, la piattaforma tecnologica del futuro per cui sta investendo molto anche in Europa. Lo riporta il sito The Verge e la novità potrebbe essere ufficializzata anche la prossima settimana.

Alla base della decisione, oltre al faro che ha puntato l’Antitrust sul colosso dei social, c’è la volontà di costruire un’immagine incentrata anche su altri prodotti come Instagram, WhatsApp e Oculus. Una scelta che ha già fatto Google nel 2015 quando è nata la holding Alphabet che comprende tutte le varie anime della società.

Secondo le indiscrezioni del sito The Verge, che si basano su quanto gli è stato comunicato da una fonte ben informata, il cambio di nome nel marchio ha lo scopo per il gigante della tecnologia di essere conosciuto per qualcosa di più dei social media e di tutti i problemi che si è trascinato dietro soprattutto in quest’ultimo periodo. Il rebrand, spiega la testata, “probabilmente posizionerebbe l’app blu di Facebook come uno dei tanti prodotti di una società madre che supervisiona gruppi come Instagram, WhatsApp, Oculus e altri”.

Al momento, come riporta sempre The Verge, Facebook non ha commentato. Nelle scorse settimane la società era tornata alla ribalta per le rivelazioni della ex dipendente Frances Haugen che hanno fatto scaturire un’inchiesta a puntate sul Wall Street Journal, ma anche per l’annuncio dell’investimento in Europa sul metaverso che ha definito la piattaforma tecnologica del futuro, per cui sono previsti oltre 10mila nuovi posti di lavoro.

Il metaverso viene considerata la nuova frontiera di Internet e consiste in un insieme interconnesso di esperienze che coinvolge sia il mondo digitale sia quello fisico attraverso la realtà virtuale e aumentata. Zuckerberg aveva detto di voler investire 50 milioni di dollari per lo sviluppo di questa piattaforma.

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