la Nasa è all’avanguardia per quanto riguarda l’esplorazione spaziale. E, per dimostrarlo, questa volta ha fatto un vero e proprio miracolo tecnologico: ha messo dei microfoni fuori dai suoi veicoli, in particolare sul Voyager e, in questi giorni, ha deciso di far sentire al mondo i suoni che la sonda ha realizzato.

Oltre la fisica del liceo

Cos’è un suono? In teoria, si tratterebbe di molecole d’aria che si contraggono e si espandono. La vibrazione generata si trasmette sul timpano che la trasmette al cervello. Questo significa che il suono, sostanzialmente, è un’invenzione del nostro cervello che, in teoria, ha bisogno di un fluido (un gas o un liquido) per propagarsi. Tuttavia, il suono dello spazio è un’altra cosa: è composto da vibrazioni elettromagnetiche che il Voyager ha registrato, nelle frequenze udibili dall’orecchio umano.

I grandi pianeti gassosi

Infatti, le registrazioni più interessanti riguardano i grandi pianeti gassosi del nostro Sistema Solare che, secondo le rilevazione del Voyager, producono suoni quasi da cinema, espressione di ambienti così turnbolenti da essere uditi anche dagli spazi siderali. Saturno, per esempio, ha un suono roboante che viene generato anche nei suoi peculiarissim anelli. Nettuno, ivece, è più romantico: secondo un sito specializzato, dovrebbe essere “come sedersi sul porticato posteriore di una fattoria del Tennessee a metà luglio.

Ogni pianeta ha una canzone

Ogni pianeta ha una sua canzone. In pratica, i suoni elettromagnetici si generano quando il vento solare interagisce con l’atmosfera dei corpi celesti e con il loro campo magnetico. Il risultato è migliori di quello dei migliori rumoristi di Hollywood e, da appassionati ci permettiamo, è molto meglio della musica atonale contemporanea.