Una nuova figura professionale, che presto potrebbe andare già in pensione.
Una nuova figura professionale, che presto potrebbe andare già in pensione.

La rivoluzione del digitale ha colpito vari ambiti professionali. Tra questi, la figura del giornalista non ne è rimasta indenne. Ancor di più dall’ introduzione dei Social Network, molte testate giornalistiche hanno sentito la necessità di rivoluzionare il proprio organico. Nasce così una nuova figura professionale, quella del Social Media Editor. Questo professionista deve sempre essere connesso per cogliere in tempo reale le notizie più importanti e per comunicare con i lettori.

Concretamente, questa versione upload del giornalista non solo pubblica gli articoli di interesse sulle varie piattaforme, ma trova anche le fonti, tiene traccia delle tendenze del momento ed è il primo a pubblicare le break news. È comunque auspicabile che il Social Media Editor non condivida solo news ma che renda pubblico anche qualcosa che riguardi la propria vita, affinché gli utenti capiscano che dietro al profilo c’è una persona come loro.

Il primo Social Media Editor della storia è stata Jennifer Preston, assunta dal New York Times nel maggio 2009 con il compito di scovare news sui Social Network, come Facebook, Twitter o Pinterest. In Italia, invece, la prima è stata Anna Masera per la testata torinese La Stampa nel 2012, molto in ritardo rispetto agli Stati Uniti.

Questa professione, sebbene si possa definire neo- nata, è destinata a scomparire. O meglio, sarà parte integrante del lavoro di tutti. Infatti, i Social Media non possono appartenere ad una persona sola, ma reporter e redattori devono sempre essere aggiornati in tempo reale e interagire il più possibile con i lettori. Jim Long, della Nbc, sostiene: “Tra qualche anno avere il Social Media Editor sarà come avere un consulente sull’uso del telefono”.