Quando un servizio proprietario non funziona e un concorrente ha successo, le vie da intraprendere sono molteplici, ma in definitiva o si punta a migliorare il proprio prodotto o ci si arrende e si ammette la sconfitta.

È questo il caso di Sony con il proprio Music Unlimited, servizio di streaming musicale presente su smartphone, tablet e consolle, che si trova a dover cedere il passo a Spotify, come annunciato sul blog di PlayStation.

Lanciato nel Dicembre del 2010, Music Unlimited attualmente consente di ascoltare on demand, in soli 19 Paesi, tutto il catalogo della Sony Music (oltre 22 milioni di brani), previo abbonamento mensile.

Nonostante il bacino di utenza non sia esiguo, il servizio ha sempre avuto grossi limiti che ne hanno impedito una maggiore diffusione: ad esempio l’obbligo alla sottoscrizione di un abbonamento, o il fatto di essere associato alla Sony.

Spotify, invece, è riuscita a crescere e rafforzarsi proprio grazie alla sua gratuità, e al vantaggio di non essere legato ad alcun brand — oltre, ovviamente, alle ottime strategie di mercato e alle collaborazioni realizzate in questi anni. Attualmente, infatti, vanta 60 milioni di utenti attivi, 15 milioni dei quali con status premium.

Il nuovo servizio su consolle, tuttavia, non porterà il nome di Spotify, ma verrà ribattezzato PlayStation Music: praticamente un rebrand, ma con le stesse funzionalità del servizio originale. Quindi niente obbligo di abbonamento ma pubblicità, oppure sottoscrizione di un canone mensile e possibilità di sincornizzare le proprie playlist e album offline con gli altri device. Su PlayStation 4 sarà anche possibile impostare la riproduzione dei brani preferiti durante il gioco — feature non disponibile per su PlayStation 3.

PlayStation Music sarà disponibile in 41 Paesi, e il lancio ufficiale è fissato per il mese di Aprile (ma in data ancora non rivelata).

Per chi ha un abbonamento Music Unlimited in corso, questo rimarrà valido fino a fine Marzo.

Questa novità è senza dubbio volta ad un’apertura verso quanto il mercato offre, per non fossilizzarsi su servizi proprietari mai decollati.

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