Tra le ultime novità in campo tecnologico, ultimamente si sente spesso parlare di droni. Gli ultimi aeromobili a pilotaggio remoto, ovvero veivoli che non hanno bisogno di un pilota umano a bordo, arrivano dall’olanda e sono dei rapaci.

Robirds

Si chiamano Robirds, incrocio tra “robot” e “birds” e sono uccelli rapaci robotici molo simili, nelle fattezze, a quelli veri. Il creatore si chiama Nico Nijenhuis e lavora presso l’azienda Clear Flight Solutions.

Come funzionano

Riproducendo proprio il movimento alare dei rapaci reali, è stato studiato un modo per dare l’impressione che anche i robot sbattessero le ali come gli uccelli a cui si ispirano.

A cosa servono

I progettisti affermano che questi droni saranno molto utili agli agricoltori. Infatti, proprio per la studiata somiglianza con i rapaci, i Robirds sono in grado di mettere in fuga gli uccelli che spesso beccano il raccolto, rovinandolo.

Come sono fatti

La lunghezza del corpo dei robirds arriva fino a 58 centimetri, ma l’apertura alare è di ben 120 cm. In particolare, il drone falco pellegrino può raggiungere gli 80 kilometri orari, ovvero i 50 mph. Questo esemplare è stato studiato per scacciare gli uccelli fino a 3 kilogrammi. Ma è il modello aquila che lascia senza parole. Questo drone, infatti, ha una lunghezza del corpo di più di 110 centimetri, quasi il doppio rispetto a quella del falco pellegrino. Ma è l’apertura alare il vero segno distintivo: ben 220 centimetri. Il drone aquila, scommettiamo, riuscirebbe ad intimidire non solo qualunque uccello, ma forse anche l’uomo.

Non più controllati via wireless?

I progettisti della Clear Flight Solutions stanno cercando di sviluppare un congegno che renda questi volatili del tutto autonomi. In tal maniera, i Robirs potranno volare senza essere controllati necessariamente da terra via wireless.

Nel video che vi proponiamo potrete assistere ad una dimostrazione di prova del drone falco pellegrino.