Un buco nero secondo la Nasa
Un buco nero secondo la Nasa

Gli astrofisici di mezzo mondo sono inquieti. I buchi neri lo sappiamo cosa sono: masse enormi che aspirano tutto, luce compresa. Se la luce riuscisse a scappare, non sarebero buchi neri. I buchi neri hanno un’area che si chiama “orizzonte degli eventi” che è il punto di non ritorno di qualsiasi cosa che si avvicina troppo al buco nero. Quello che succede oltre non lo sappiamo: non lo possiamo osservare (se non esce la luce, non lo possiamo vedere) e, quindi, non riusciamo ad avere neache una vaga idea di quello che succede, una volta superato l’orizzonte degli eventi.

Si va per analogia

A parte questo caveat, c’è qualcuno convinto che si possa simulare matematicamente, costruendo oggetti simili che possono essere osservati in un laboratorio. Non potendo creare un piccolo buco nero sulla Terra, possiamo fare una cosa simile. Almeno, ne è convinto Jeff Steinhauer del Technion di Tel Aviv. Ecco come intende procedere.

Ostacoli e fluidi molto veloci

L’idea è quella di mettere un ostacolo, in un fluido. L’ostacolo si muove a una velocità molto alta, così che la velocità del fluido sia superiore a quella del suono dentro al fluido. Il punto in cui il fluido e l’ostacolo si incontrano è una sorta di orizzonte degli eventi per il suono. L’obiettivo è relativamente semplice: bisogna verificare l’esistenza della radiazione di Hawking, un’emissione che – controintuitivamente – esce dai buchi neri grazie a fluttuazioni quantistiche dello spazio. Nel caso del fluido, dovrebbe trattarsi di un suono. Un suono generato dal condensato di Bose-Einstein, una collezione di bosoni superfredda dove la meccanica quantistica influenza il resto delle particelle. Jeff Steinhauer assicura che le equazioni del suo esperimento sono analoghe a quelle della radiazione di Hawking, saremo a vedere.

Laser e buchi bianchi

La fisica teorica ha previsto anche i buchi bianchi, oggetti che sono l’esatto opposto dei buchi neri. Secondo alcuni modelli, però, questi buchi bianci sarebbero dentro ai buchi neri. Il risultato sarebbe che, quando una particella entra dentro al buco nero, attraversa l’orizzonte degli eventi e l’orizzonte degli eventi del buco bianco, cominciando una danza tra i due oggetti, rilasciando delle particelle che poi ricadono geerando altre particelle che scappano. Il processo si ripete e l’effetto è un’amplificazione della radiazione di Hawking. Secondo gli esperti, questa è una cosa che succede anche nei laser.

Che significa?

Di sicuro, non avremo la prova a prova di bomba di quanto sucede all’interno dei buchi neri. Per prima cosa, potrebbe dare degli indizi sulla presenza di un oorizzonte interno ai buchi neri. Inoltre, dimostrerebbe qualcosa in più della dinamica della radiazione di Hawking,