È stato effettuato un esperimento anche su dieci cavalli.

Se l’uomo riesce a vivere molto di più rispetto a decenni e secoli fa di certo un grande merito va al progresso in campo medico. Ma siamo sicuri che un medicinale sia sempre meglio di un rimedio naturale? Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori svedesi ha dimostrato come i batteri che si trovano nel miele abbiano proprietà tali da poter essere considerati un naturale rimedio per le infezioni, soprattutto quelle resistenti. Il miele, dunque, si potrebbe rivelare un buon rimpiazzo degli antibiotici, in particolare quando questi ultimi risultano inefficaci.

Il miele prima della penicillina

Ancor prima che la penicillina fosse scoperta, erano molte le popolazioni che usavano il miele come risorsa naturale per sconfiggere le infezioni. Gli antichi non sapevano che molti anni dopo le loro intuizioni sarebbero state convalidate da uno studio scientifico.

Lo studio dell’Università di Lund in Svezia

Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Lund con a capo il dottor Tobias Olofsson e i risultati sono stati pubblicati sull’International Wound Journal, una rivista scientifica. L’equipe svedese ha identificato i 13 batteri lattici contenuti nel miele. In gruppo, questi batteri producono migliaia di composti antimicrobici attivi. Sono stati, dunque, testati su alcuni degli agenti patogeni più dannosi per l’uomo come lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA), l’Enterococcus vancomicina-resistente (VRE) o lo Pseudomonas aeruginosa, neutralizzandoli del tutto.

Implicazioni dell’esperimento

Le analisi e gli esperimenti non si fermano di certo qui. Ora gli studiosi devono capire che implicazioni ci sarebbero per l’uomo, ma alcuni test sugli animali hanno dato i risultati sperati. Su dieci cavalli, ad esempio, i Lactic Acid Bacteria (LAB) sono riusciti a curare quelle ferite cutanee che neanche i normali antibiotici avevano guarito.