Nissan sperimenta la guida autonoma nel traffico urbano, con una tecnologia pensata per affrontare le complessità della città. Ma come funziona, quale ruolo mantiene il conducente e quando potrebbe arrivare sulle auto?
Nel settembre 2025, a Ginza, nel centro di Tokyo, Nissan ha mostrato un prototipo Ariya impegnato sulle strade urbane con la nuova generazione del sistema di guida assistita ProPILOT. La prova porta l’intelligenza artificiale oltre gli scenari autostradali. Al volante resta una persona: il sistema è di livello 2 SAE e chi guida deve controllare la circolazione, pronto a intervenire.
Come funziona la guida urbana Nissan
Il prototipo mette insieme il software AI Driver, sviluppato dalla britannica Wayve, e la tecnologia Nissan per la percezione dell’ambiente. L’intelligenza artificiale elabora ciò che l’auto rileva, valuta come può cambiare la situazione e sceglie le manovre da compiere. In città deve gestire incroci, traffico in immissione e veicoli che cambiano corsia, facendo ricorso a un sistema capace di interpretare ciò che accade e non soltanto a istruzioni predefinite.
A bordo dell’Ariya di prova ci sono 11 telecamere, 5 radar e un lidar. Le telecamere osservano a 360 gradi e rilevano oggetti e segnali stradali. I radar misurano la distanza e la velocità relativa degli altri veicoli; il lidar aiuta a individuare gli ostacoli anche a maggiore distanza. Una volta raccolti, i dati alimentano l’AI, che stima i movimenti intorno all’auto e adegua la guida alle condizioni del traffico.
Il cambiamento rispetto ai sistemi ProPILOT già presenti su alcuni modelli riguarda soprattutto le strade per cui è pensato. La versione attuale interviene principalmente in autostrada, dove aiuta a mantenere la corsia e la distanza dal veicolo che precede. Con ProPILOT 2.0 sono disponibili altre funzioni di assistenza autostradale: tra queste, i cambi di corsia e le uscite lungo un percorso impostato. La nuova generazione estende l’obiettivo alle situazioni urbane più complesse.
Il conducente resta responsabile
Durante la prova a Tokyo, il sistema operava al livello 2 SAE, cioè con automazione parziale. Può gestire alcune operazioni di guida, mentre il conducente sorveglia costantemente la strada e mantiene la responsabilità del controllo. Il suo intervento può essere necessario in tempi brevi, in base alla strada, al traffico o alle condizioni del veicolo. La supervisione umana resta quindi parte della guida assistita.
La dimostrazione dell’Ariya mostra un passo avanti nella capacità di muoversi nel traffico cittadino. Sterzo, accelerazione e frenata possono essere supportati dall’elettronica, ma chi è al volante deve continuare a seguire ciò che accade e a intervenire quando serve.
Accanto a questo sviluppo, Nissan conduce una sperimentazione distinta sui servizi di mobilità senza conducente. Nel 2024 ha effettuato prove con veicoli Serena nell’area di Minato Mirai, a Yokohama, in mezzo al traffico urbano misto. Per i servizi di mobilità l’azienda punta ad avviarne in Giappone nell’anno fiscale 2027, con monitoraggio remoto e la collaborazione di enti locali e operatori di trasporto. Il programma Serena e il prototipo Ariya coinvolgono veicoli e obiettivi diversi.
Quando potrebbe arrivare sulle auto
Nissan prevede di introdurre la nuova generazione di ProPILOT su alcuni modelli di serie in Giappone entro l’anno fiscale 2027, compreso tra il 1° aprile 2027 e il 31 marzo 2028. Per l’impiego quotidiano sono previsti l’integrazione sui veicoli di produzione e la definizione delle condizioni operative. La disponibilità dipenderà dunque dai modelli interessati e dai rispettivi mercati.
Per chi guida, il cambiamento atteso è un’assistenza più capace di interpretare incroci e traffico complesso. Nell’uso previsto, il conducente continua a sorvegliare la strada e a intervenire.










