Quali dati usa Meta per l’intelligenza artificiale
Il trattamento riguarda soprattutto le informazioni pubbliche condivise dagli utenti maggiorenni nell’Unione europea. Tra i contenuti interessati possono esserci post, foto, video, didascalie e commenti pubblici, oltre alle informazioni visibili sul profilo. Meta può impiegare questi materiali per sviluppare e migliorare i modelli generativi, compresi Meta AI e Llama.
A fare la differenza è la visibilità del contenuto: ciò che è accessibile pubblicamente può rientrare nel trattamento, mentre i materiali riservati a un pubblico selezionato appartengono a un’altra categoria. Le impostazioni del profilo aiutano quindi a regolare chi vede le pubblicazioni. Per comunicare a Meta la propria scelta sull’uso dei dati per l’IA, però, si può ricorrere alla procedura di opposizione.
Ci sono poi i dati legati all’uso diretto dell’assistente. Prompt e feedback inviati a Meta AI possono essere trattati per migliorare i sistemi: una richiesta digitata, la risposta ricevuta e una valutazione lasciata dall’utente sono informazioni generate durante l’interazione con una funzione di IA. Le regole applicabili dipendono dal servizio e dalle relative informative.
Per orientarsi, conviene considerare separatamente i diversi contesti in cui compaiono i dati: un post pubblico, una fotografia pubblicata da un’altra persona, un messaggio privato o una richiesta a Meta AI. Prima di aprire il modulo, è utile verificare quale account si usa e quali contenuti sono visibili o sono stati inviati a una funzione di intelligenza artificiale.
Post pubblici, chat e dati dell’account
Meta ha indicato che i messaggi privati di Messenger e le chat personali di WhatsApp sono esclusi dal materiale usato per addestrare i modelli generativi. Su WhatsApp le conversazioni private sono protette dalla crittografia end-to-end. Quando l’utente invia direttamente un contenuto a Meta AI, invece, quel materiale rientra nell’interazione con l’assistente e può essere trattato secondo le regole del servizio.
Lo stesso criterio aiuta a distinguere le conversazioni su Messenger. Una chat ordinaria con amici o familiari ha un contesto diverso da uno scambio con l’assistente; prompt e contenuti condivisi con Meta AI possono essere trattati in base alle condizioni della funzione. Non inviare all’assistente informazioni riservate è una precauzione utile, qualunque siano le impostazioni scelte per i post.
La richiesta di opposizione si riferisce all’uso dei dati personali per sviluppare e migliorare l’IA nei prodotti Meta. Altri trattamenti possono proseguire, per esempio quelli relativi ai dati dell’account e alle informazioni tecniche necessari a fornire il servizio, proteggerlo, prevenire abusi o rispettare obblighi applicabili. Meta AI resta disponibile nell’app e la cronologia delle conversazioni con l’assistente richiede controlli separati.
Chi può opporsi e su quale base
Per gli utenti europei Meta fonda l’uso dei dati pubblici per l’addestramento sul legittimo interesse, previsto dall’articolo 6 del GDPR, il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali. L’articolo 21 riconosce il diritto di opposizione: l’utente può chiedere che i propri dati non siano impiegati per la finalità indicata.
Meta ha avviato il trattamento il 28 maggio 2025, dopo aver aggiornato la propria informativa e comunicato agli utenti la procedura. Il Garante per la protezione dei dati personali, autorità italiana che vigila sul rispetto della normativa, e le altre autorità europee hanno seguito il tema della trasparenza e delle modalità per opporsi. Per questo specifico uso dei dati, il modulo di Meta è il canale attraverso cui manifestare la propria scelta.
La procedura è pensata per gli account Facebook e Instagram. In determinate circostanze possono presentare una richiesta anche persone senza profilo, se i loro dati compaiono in contenuti pubblicati da altri. Può accadere, per esempio, che una persona sia riconoscibile in una foto o venga menzionata in un post. In questi casi occorrono elementi utili a rintracciare la pubblicazione, come il link o una descrizione precisa.
Come presentare opposizione da Facebook o Instagram
Il modo più diretto è utilizzare i moduli disponibili nel Centro sulla privacy di Meta, raggiungibile dall’area di assistenza o dalle impostazioni. I nomi delle voci possono cambiare con gli aggiornamenti dell’app e dell’interfaccia; la ricerca nelle impostazioni con termini come “opposizione”, “intelligenza artificiale” o “informazioni condivise” può aiutare a trovare la sezione. Se Facebook e Instagram non sono collegati nello stesso Centro gestione account, è opportuno inviare una richiesta per ciascun profilo interessato.
Di solito il modulo chiede il Paese di residenza, l’indirizzo email associato al profilo e i dati necessari a identificare l’account. Nel campo della motivazione basta esprimere con chiarezza la propria scelta. Una formula possibile è: “Mi oppongo al trattamento dei miei dati personali per l’addestramento e il miglioramento dei modelli di intelligenza artificiale di Meta, ai sensi dell’articolo 21 del GDPR, per tutelare la mia privacy.”
Chi non ha un account e segnala un contenuto che lo riguarda dovrebbe fornire indicazioni concrete per individuarlo. Si possono inserire il link al post, il nome dell’account che lo ha pubblicato e le informazioni utili a spiegare in quale circostanza la persona compare. La descrizione deve permettere di identificare il dato, così Meta può collegare la richiesta alla pubblicazione specifica.
Dopo l’invio, Meta può chiedere una verifica tramite l’indirizzo email indicato, per esempio con un codice o un messaggio di conferma. La procedura si conclude seguendo le istruzioni ricevute e controllando che compaia una ricevuta o un esito dell’invio. Meglio conservare l’email e una schermata della conferma: documentano il momento in cui è stata inoltrata la richiesta.
Che cosa cambia dopo l’opposizione
L’opposizione riguarda una finalità precisa. Il profilo e i contenuti possono restare online, mentre Meta registra la scelta relativa all’uso dei dati interessati per l’addestramento dell’IA, secondo il trattamento contestato. Il GDPR prevede l’eventuale prevalenza di motivi legittimi cogenti.
La richiesta produce effetti secondo le modalità comunicate da Meta. Non interviene sui modelli già addestrati: Meta precisa che le informazioni già utilizzate o incorporate nei processi di addestramento non vengono cancellate automaticamente in seguito all’opposizione. Il GDPR prevede anche diritti distinti, fra cui accesso, rettifica, cancellazione e limitazione del trattamento; ciascuno risponde a una richiesta diversa.
Conta anche il momento in cui l’opposizione viene registrata. La procedura serve a impedire l’uso dei dati secondo le condizioni applicabili dopo la richiesta e non comporta l’estrazione retroattiva delle informazioni da un modello già addestrato. Cancellare un post rimuove quel contenuto dalla piattaforma in base alle regole del servizio; l’opposizione resta una richiesta separata. Le due operazioni possono essere valutate autonomamente.
Quando la richiesta riguarda un’interazione con Meta AI, occorre occuparsi anche della conversazione nell’app. Eliminare una chat può rimuoverla dalla cronologia visibile; per documentare l’opposizione al trattamento è invece utile seguire il modulo dedicato e conservare la conferma. Le impostazioni e i controlli disponibili per le conversazioni restano da gestire separatamente.
Privacy più ampia: cosa controllare sui profili
Ridurre la visibilità dei contenuti limita l’esposizione pubblica e può affiancare la richiesta al Centro sulla privacy. Su Facebook si possono verificare il pubblico predefinito dei post e la visibilità delle pubblicazioni già condivise. Su Instagram si può scegliere un profilo privato e controllare chi vede storie e contenuti. Queste impostazioni regolano l’accesso ai post; l’opposizione riguarda invece il trattamento per la finalità legata all’IA.
Può essere utile rivedere anche le informazioni personali presenti sul profilo, rimuovendo quelle superflue, e controllare quali app e siti web sono collegati all’account. Anche le interazioni volontarie con l’assistente meritano attenzione. Non condividere dati sensibili nei prompt e non inserire informazioni di altre persone senza una ragione legittima. Un profilo privato riduce la disponibilità pubblica dei contenuti; con l’opposizione, l’utente comunica in modo esplicito la propria scelta sull’uso per l’addestramento.
Per gli account registrati come appartenenti a minori sono previste tutele specifiche. Meta ha dichiarato che i dati degli utenti minorenni non rientrano nel trattamento per l’addestramento descritto in questa procedura. Restano utili il controllo delle impostazioni familiari e la verifica che l’età indicata nell’account sia corretta; la procedura di opposizione qui descritta è rivolta agli utenti adulti.
Checklist per inviare e verificare la richiesta
Prima di terminare, controllare alcuni passaggi può evitare errori o invii incompleti:
- Individuare l’account interessato e verificare se si tratta di Facebook, Instagram o di entrambi.
- Aprire il Centro sulla privacy o le impostazioni e raggiungere il modulo per opporsi all’uso dei dati nell’IA.
- Inserire il Paese, l’indirizzo email collegato e le informazioni utili a identificare il profilo o il contenuto segnalato.
- Scrivere chiaramente che ci si oppone al trattamento dei dati per addestrare o migliorare i modelli di IA di Meta.
- Completare l’eventuale verifica via email e conservare la ricevuta, il messaggio o la schermata di conferma.
- Ripetere la procedura se si usa un secondo account separato e rivedere le impostazioni di visibilità dei contenuti.
La conferma documenta l’invio della richiesta. Per le conversazioni con Meta AI e per gli altri trattamenti dei dati restano disponibili controlli specifici: tenerli distinti aiuta a capire quale intervento serve per ciascun account o contenuto.










