L’Organizzazione mondiale della sanità ha riconosciuto la dipendenza da videogame come una patologia. Il gaming disorder è stato inserito nel capitolo della malattie mentali dell’International classification of diseases. Secondo il nuovo elenco, che contiene oltre 55.000 malattie, la dipendenza da gioco digitale consiste in una serie di comportamenti persistenti o ricorrenti che prendono il sopravvento sugli altri interessi della vita. Tre le altre caratteristiche della patologia – ha spiegato Vladimir Poznyak del dipartimento per la Salute mentale dell’Oms – c’è il fatto che anche quando si manifestano le conseguenze negative dei comportamenti non si riesce a controllarli. L’inclusione nella lista, hanno spiegato gli esperti, dovrebbe aiutare i medici a formulare più facilmente una diagnosi.

Videodipendenza, una malattia

Le preoccupazioni dei genitori che vedono i figli sempre attaccati alla console da salotto (ma anche a smartphone e tablet, sempre più punti di riferimento per i giochi online, trovano una conferma scientifica: l’Organizzazione mondiale della sanità ha inserito la videodipendenza nell’elenco che contiene tutte le malattie riconosciute, oltre 55.000, che viene usato per le diagnosi dai medici di tutto il mondo. Sono tre le caratteristiche principali di questo disordine, hanno spiegato gli esperti dell’Oms.La prima è «una serie di comportamenti persistenti o ricorrenti che prendono il sopravvento sugli altri interessi della vita».

Tra gli altri segnali primari della patologia c’è il fatto che anche quandosi manifestano le conseguenze negative dei comportamenti non si riesce a controllarli e il fatto che portano a problemi nella vita personale, familiare e sociale, con impatti anche fisici, dai disturbi del sonno ai problemi alimentari. L’inserimento nell’elenco, hanno spiegato gli esperti dell’Oms, dovrebbe aiutare i medici a formulare più facilmente una diagnosi. Per essere riconosciuto come problema mentale il disordine deve continuare per almeno 12 mesi, anche se ci possono essere eccezioni che spingono a non arrivare subito a immediate conclusioni.

Dei molti milioni di giocatori nel mondo solo una minima parte soffre del problema. Tra le altre novità contenute nell’elenco c’è anche lo spostamento della incongruenza di genere, in cui il sesso biologico è diverso dal genere percepito, dalle malattie mentali a quelle sessuali. «Questo documento – ha affermato il direttore generale dell’Oms – ci permette di capire meglio cosa fa ammalare le persone, e di prendere le iniziative necessarie per prevenire le sofferenze e salvare quante più vite possibile».

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