Eni ha avviato presso la propria infrastruttura di supercalcolo, situata nel Green Data Center di Ferrera Erbognone, in provincia di Pavia, il nuovo supercalcolatore Hpc4, quadruplicando la potenza dell’intera infrastruttura e rendendola la più potente del mondo a livello industriale. I numeri sono da record: adesso può raggiungere una disponibilità di potenza di picco pari 22,4 petaflop, vale a dire 22,4 milioni di miliardi di operazioni matematiche al secondo. Nella classifica Top 500 pubblicata in novembre, il sistema dell’Eni si colloca fra i primi dieci del pianeta ed è il primo fra quelli non governativi e non istituzionali.

A detta dell’amministratore delegato Claudio Descalzi, queste tecnologie consentono di accelerare e rendere più efficiente e accurato l’intero processo upstream, riducendo i rischi nella fase esplorativa e guadagnando un notevole vantaggio tecnologico, ma anche di aumentare il livello di affidabilità, integrità tecnica e continuità operativa di tutti gli impianti.

E c’è anche il supercomputer europeo

Poi ci sono i supercomputer in grado di effettuare un miliardo di miliardi di operazioni al secondo. Si parla di exaflop e, come spiega l’Unione europea, si tratta di macchinari strategici per competere sui terreni della mobilità, della medicina o del clima. Non solo, ma anche di energie rinnovabili, sicurezza delle automobili e sicurezza informatica. Per il vicepresidente della Commissione europea Andrus Ansip occorre dotare entro il 2020 i ricercatori e gli imprenditori di capacità di livello mondiale in questo settore con l’obiettivo di sviluppare tecnologie come l’intelligenza artificiale e creare le applicazioni quotidiane del futuro. Proprio queste sono infatti le basi dell’iniziativa EuroHpc (High performance computing).

Lo stanziamento dell’Europa è pari a circa 500 milioni di euro, a cui aggiungerne altrettanti da parte degli Stati membri per la realizzazione di un’infrastruttura europea di supercomputer di livello mondiale. La collaborazione si rende necessaria perché nessuno Stato europeo ha la capacità di costruire in autonomia un supercomputer in tempi concorrenziali rispetto ai vari Statu Uniti, Cina e Giappone. I supercomputer di rivelano preziosi nel migliorare la vita dei singoli cittadini e delle comunità in generale ovvero nello sventare attacchi informatici, nella la diagnosi precoce di malattie come i tumori, nel ridurre il ciclo produttivo di un’auto da 60 a 24 mesi, nello sviluppo di nuove terapie, nello gestire centrali energetiche, nel prevedere la direzione degli uragani, nel simulare terremoti.

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