Amazon investe nella formazione universitaria italiana con iniziative mirate a supportare gli studenti, in particolare le giovani donne, nell’ambito delle discipline STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). Con il lancio della settima edizione di Amazon Women in Innovation, il gigante di Seattle punta a ridurre il divario di genere nelle professioni tecnologiche e offrire opportunità concrete agli studenti italiani.
Il programma Amazon Women in Innovation
L’iniziativa Amazon Women in Innovation nasce per incentivare la presenza femminile nei settori tecnologici, storicamente dominati dagli uomini. Il progetto prevede borse di studio del valore di 6.000 euro all’anno per tre anni, destinate a studentesse iscritte a corsi di laurea nelle discipline STEM presso alcune delle principali università italiane. L’importanza del programma si estende anche a un sistema di mentorship personalizzato: le vincitrici delle borse di studio hanno la possibilità di essere seguite da una manager di Amazon, che le aiuterà a sviluppare competenze professionali, networking e una maggiore consapevolezza del mercato del lavoro tecnologico.
Le università coinvolte nel progetto sono il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino, l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, l’Università Federico II di Napoli, l’Università di Palermo, l’Università di Catania e l’Università degli Studi di Cagliari. Dal 2018, anno del lancio dell’iniziativa, 26 studentesse hanno già beneficiato di questo programma, dimostrando l’impegno concreto di Amazon nel sostenere l’istruzione e promuovere una maggiore inclusività nel settore tecnologico.
Formare 200.000 studenti entro il 2026
Oltre al programma di borse di studio, Amazon ha annunciato un piano che punta a formare 200.000 studenti italiani in ambito STEM entro il 2026. Questa iniziativa coinvolge anche le scuole secondarie di primo e secondo grado, corsi post-diploma e percorsi di formazione professionale.
Per rendere possibile questo piano, Amazon ha stretto collaborazioni con istituzioni accademiche e aziende del settore tecnologico, proponendo workshop, laboratori pratici e percorsi formativi che spaziano dall’intelligenza artificiale alla sicurezza informatica, fino alla programmazione e all’analisi dei dati.
Da un lato, il coinvolgimento di un colosso tecnologico nell’istruzione rappresenta un’opportunità per gli studenti, che possono beneficiare di risorse economiche, formazione all’avanguardia e contatti diretti con aziende leader nel settore. Questo tipo di collaborazione potrebbe favorire un modello educativo più orientato al mondo del lavoro, riducendo il divario tra competenze teoriche e pratiche.
Dall’altro lato, c’è chi si interroga sull’influenza che le aziende private possono esercitare sulla formazione universitaria. La presenza di Amazon nelle università può portare a una crescente integrazione tra settore accademico e industria, con il rischio che gli indirizzi di studio vengano plasmati sulle esigenze delle aziende anziché su un approccio indipendente alla conoscenza.










