Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato: entro lunedì 17 giugno occorre passare alla cassa per la prima rata di Imu e Tasi 2019. Si tratta dell’acconto dell’importo annuale, la cui seconda parte andrà versata a distanza di 6 mesi. Sono chiamati al pagamento i proprietari di immobili diversi dall’abitazione principale (a meno che non sia di lusso o un castello) e il costo medio su una seconda casa sarà di 1.070 euro, con punte di oltre 2.000 euro per le case nelle grandi città, come Roma e Milano.

L’aspetto a cui prestare maggiore attenzione è quello delle aliquote: in caso di variazione occorre infatti rifare i calcoli, altrimenti l’importo sarà lo stesso di 12 mesi fa.

Tasi e Imu 2019, le novità

Il consiglio è di informarsi sulle percentuali applicate sia presso il proprio comune sia collegandosi al sito del dipartimento delle Finanze e utilizzare più di un software per fare i calcoli. Alcune soluzioni da sfruttare per un utile confronto di risultati sono quelle del sito amministrazionicomunali.it o di riscotel.it. Per quanto riguarda le modalità di adempimento di questo dovere fiscale, è possibile pagare con F24 cartaceo importi superiori a 1.000 euro da parte di soggetti non titolari di partita Iva se non vi sono compensazioni.

Imu e Tasi possono essere compensate con crediti per imposte erariali e in tal caso il modello F24 deve essere trasmesso alle entrate con modalità telematiche. Non è invece possibile compensare, nel modello F24, l’importo da versare con crediti relativi a tributi comunali. In questi casi la compensazione può essere eseguita solo con le modalità previste nel regolamento comunale. Gli affitti, una volta fuggiti dai proprietari di casa come un rischio eccessivo, possono diventare ora un affare, per evitare almeno una parte consistente delle tasse sulle seconde case.

Per le seconde case in affitto c’è infatti una importante novità anche per questo 2019. Gli immobili affittati con canone concordato hanno uno sconto del 25% sull’imposta dovuta per Imu e Tasi e può essere applicato già nell’acconto di giugno. Le tipologie di affitto con lo sconto sono i contratti agevolati, della durata di 3 anni più 2 di rinnovo; i contratti per studenti universitari oltre i 6 mesi; i contratti transitori (quelli da 1 a 18 mesi), se stipulati nei Comuni nei quali il canone deve essere stabilito dalle parti applicando gli Accordi territoriali.

Si tratta essenzialmente delle aree metropolitane di Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Bari, Palermo, Catania, dei Comuni confinanti con tali aree e degli altri Comuni capoluogo di provincia. Per quanto riguarda la Tasi 2019, poi, l’imposta dovuta va divisa tra inquilino e proprietario. Ma se l’inquilino abita nell’immobile affittato e naturalmente se questo non è una casa di lusso (in questo caso valgono le eccezioni previste per questa tipologia di abitazioni) allora non deve pagare la sua quota: gode cioè di una esenzione piena come prima casa.

La quota che spetta a ciascuno, tra proprietario e affittuario, è indicata normalmente nelle delibere comunali. Senza indicazioni ufficiali, però, l’affittuario paga comunque il 10% e il resto il possessore della casa.

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